In una crisi spaventosa che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie, con tantissimi lavoratori che vivono il dramma della disoccupazione, di precari che si ritrovano senza ammortizzatori sociali, c'è ancora chi specula con la complicità del governo sui prodotti di prima necessità.Diminuisce il costo del grano, della benzina, ed aumenta ancora il costo del pane e della pasta.Per anni ci hanno detto che il problema dell'Italia era la microcriminalità, avevano ragione, c'è una microcriminalità quotidiana che i ricchi impongono ai poveri. E' la speculazione dei vampiri che arriva fin dentro i piatti di casa.Giorni fa sono passato a trovare dei compagni che stanno rimettendo a posto le serrande arrugginite di una sede di rifondazione a Roma, la sede a Casalbertone, in via Orero, guardandole riflettevo sulle tante parole di sempre, sulle modalità di azione politica che sembra diventata in qualche modo dello stesso colore, riflettevo della rarefazione del nostro insediamento storico, della solitudine sociale che contraddistingue i nostri giorni, della rabbia che cresce. Più la città diventa povera più s'incattivisce, i commenti di quello che qualcuno ancora chiama il popolo della sinistra sono senza appello per chi pensa di risolvere lo scarto che si è prodotto dall'alto della politica. Sconfitti nella sconfitta, ci rimane di osare la speranza, ci serve di mettere le mani avanti per provare a camminare a tastoni. Noi siamo cresciuti pensando che il conflitto sociale si sviluppasse come il moto ondoso del mare, abbiamo sperato che un giorno una di queste onde ci portasse oltre gli scogli, abbiamo creduto che la storia almeno su questo, prima o poi ci avesse dato ragione, invece anche questo non sembra vero, il mare è diventato uno stagno, nessuna onda ma una calma piatta in cui crescono lente ed inesorabili le alghe della xenofobia e della miseria mentre aumenta la superbia dei padroni. Sotto le insegne del neoliberismo diffuso, abbiamo tutti visto cambiare di colore i terreni nei quali siamo cresciuti politicamente, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, ovunque. Penso che la sfida più grande per noi oggi sia quella di far riprendere il moto ondoso, disattivando la guerra tra poveri, determinando le condizioni affinchè un'organizzazione adeguata per questo scopo acquisti legittimità sociale. Questa sconfitta ci dice che noi "sinistra" dovremmo essere più sociali di quanto siamo stati e che occorre lavorare perchè il sociale diventi più politico, dovremmo saper parlare più semplicemente e saper ascoltare la semplicità, dovremmo soprattutto radicarci, capire il significato di una nuova militanza sociale che si legittima nel quotidiano, dovremmo fare innanzitutto e poi parlare. Mutualismo, conflitto, democrazia terreni intrecciati su cui muoversi, per concepire un'organizzazione politica che nel suo funzionamento diventi utili socialmente. Nel futuro prossimo in Europa aumenteranno i disoccupati, il costo della vita crescerà per effetto della speculazione e della dittatura monetaria della BCE. Affronteremo questa crisi economica senza precedenti con un sistema paese paragonabile in Europa a quello del Messico con gli Usa. La tendenza verso lo stato sociale minimo continuerà per effetto indiretto del patto di stabilità e della recessione, così come aumenterà il conflitto tra la forza lavoro mobile e quella garantita, una dinamica sulla quale la deriva autoritaria e xenofoba rischia di crescere ancora. I segnali di un governo autoritario della povertà arrivano da tempo, sono decenni che crescono in Europa i tassi d'incarcerazione rispetto al restringimento dello stato sociale e alla crescita strutturale della disoccupazione. Non siamo ancora al sistema americano della colpevolizzazione della miseria ma cominciamo ad assomigliargli sempre di più.La sfida per uscire da sinistra alla crisi neoliberista è enorme, soprattutto perchè la crisi verrà fatta pagare a chi rema, e non da chi regge il timone.Pensare in questo quadro di ottenere risultati con una politica riformatrice che si pone prima il tema del governo senza riflettere su come modificare i rapporti di forza è secondo me un errore. Ci vorrà tempo, energia e sudore. La riscoperta moderna di pratiche di solidarietà da utilizzare come alternativa concreta, utile, da contrapporre alla guerra tra poveri e all'egoismo sociale della destra è secondo me una strada feconda. Con il gruppo di acquisto popolare infatti si ribalta la logica della coperta corta, non conta se sei clandestino o italiano, più si è meglio è, perchè meglio si contratta il prezzo con il produttore, e questo aspetto sommato al fatto che si riesce a saltare l'intera filiera di distribuzione può determinare semplicemente il fatto che il risparmio mensile aumenti in rapporto con la qualità del cibo che si mangia. A Campobasso, da tre mesi stiamo distribuendo due volte a settimana il pane a 1 euro al Kg e la pasta a 70 centesimi al Kg. Il GAP di Campobasso è già riuscito in poco tempo a produrre iniziative concrete, riuscendo a far portare il pane in alcuni centri commerciali ad un euro al kg, e aprendo una vertenza con panificatori e comune sui prezzi. Far vivere la nostra diversità nel quotidiano, essere presenti nelle strade tutti i giorni, ridislocare la nostra militanza politica in militanza sociale sono per me i terreni su cui investire sui cui la sinistra può tornare ad essere utile alla sua gente. Penso infatti che una sinistra, se rinascerà, lo farà dal basso, lentamente, la sinistra o è sociale o semplicemente non è. Chi in questi mesi si è attivato con i GAP si è accorto di quanti pensionati prendono il pane per congelarlo per tirare avanti tutta la settimana, di quanti ci hanno ringraziato perchè siamo gli unici che su questo terreno provano a dare risposte solidali, cercando di tenere alta la dignità di chi compera e del lavoratore che produce. Ed è per questo che non abbiamo dato il pane gratis, perchè pensiamo che quello che conta oggi è riattivare la solidarietà tra pari, tra chi vive la stessa condizione, perchè è la solidarietà l'unico strumento che i padroni non ci possono togliere.

2 commenti:
Partecipiamo in massa allo sciopero del 13 Febbraio e ringraziamo la cgil,l’unica insieme a noi a fare opposizione nel paese
Ti chiedo,Italo,di mettere tra i tuoi siti preferiti,il nuovo blog del mio circolo:http://kollettivoondarossa.blogspot.com/
Grazie!!!
La Sinistra deve finalmente riunificarsi in una sola componente, un solo nome e basta arrocamenti passati, decidiamo di contare con il consenso e di dimostrare di essere diventati adulti, altrimenti siamo belli e finiti.
Per ora sosterrò e votero Sinistra e Liberta, l'insieme di una lista di sinistra per le europee, poi, o si farà una lista unica di sinistra oppure è la fine di tutto.
Non ho lottato una vita per lo spezzatino delle sinistre, ma per l'unione delle sinistra...di tutte.
Lasciamo stare le ideologie del passato, pensiamo al presente e al futuro.
Roby
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