lunedì 29 settembre 2008

Ripartiamo.......

Non condivido l'ottimismo di Mourinho a cui l'Inter è piaciuta tanto: primo tempo da abbiocco, un tiro da venticinque metri e stop. Secondo tempo complicato dall'espulsione, ma per lo meno qualcosa di offensivo l'abbiamo messo insieme. Purtroppo - particolare non da poco - non l'abbiamo messa. Il Mou ha detto che stava per cambiare Burdisso con Balotelli e che l'espulsione gli ha scombinato tutti i piani. Capita. Se poi capita sempre più spesso che nel corso della partita è costretto a imbottire la squadra di punte, per cambiare le cose, non vorrà dire che all'inizio di attaccanti ce ne sono pochi? Quaresma dimostra che non è ancora in condizione, il primo quarto d'ora del secondo tempo di Mancini (anche se sinceramente non è che nel primo ci avesse deliziato) è stato una cosa agghiacciante: non sarà il caso di intervenire prima (intendo: prima di entrare in campo)? La miglior Inter vista finora resta quella del primo tempo con la Roma in Supercoppa. Mi ero illuso che le non strepitose prestazioni successive dipendessero anche dal fatto che certe squadre giocassero con tre portieri e otto difensori. Ma di questo non possiamo certo accusare il Milan. Che ha fatto la sua partita, che ha giocato un derby come merita di essere giocato. L'Inter non potendo sfruttare gli spazi che i rossoneri solitamente lasciano, sono usciti fuori tutti i nostri limiti attuali in fase di impostazione del gioco, limiti che coinvolgono anche la posizione di Ibrahimovic, troppo spesso lasciato solo e costretto a giocare spalle alla porta. I 3 davanti infatti erano spesso troppo lontani dagli 8 dietro che facevano fatica a far scattare il pressing e a tenere alta la linea Maginot.
Il 4-3-3 cosi come messo in campo con il Lecce ed il Milan è un handicap, nel senso che i peggiori in campo sono i due laterali offensivi. Io proverei a cambiare. Così, a naso. Temporaneamente. Con quei due pasticcioni dentro e Cruz e Balotelli in panchina, lo confesso, mi è sembrato un suicidio. La classifica, è l'aspetto che mi preoccupa di meno perchè siamo davanti ai nostri rivali sul lungo periodo. Però un approfondimento va sviscerato: se tutti siamo d'accordo che nessuno ha una qualità nella rosa come noi, perchè non sfruttare questo vantaggio?

giovedì 25 settembre 2008

Aspettando il derby...

Mourinho alla vigilia delle partite con Torino e Lecce, prima di affrontare il Milan nel Derby, aveva chiesto 6 punti e 6 punti sono stati conquistati. Con il Torino almeno fino alla mezzora del secondo tempo il dominio nerazzurro è stato totale. Vittoria netta, con molte note liete. Bene la coppia Cambiasso-Vieira, ottimo Mancini, Maicon e Ibra. Una annotazione particolare anche ad Adriano che sembra non solo ritrovato ma anche cambiato. Meno esplosivo e più umile e utile al gioco di tutti. Contro il Lecce invece è stata una vittoria molto sofferta a cui ci ha dovuto pensare il solito Cruz. I 3 punti facilmente pronosticabili alla vigilia sono arrivati al termine di una partita sofferta, farraginosa sul piano della manovra, poco convincente nell'approccio mentale e con qualche punto di domanda di troppo sulle scelte di Mourinho. E' anche vero che abbiamo sempre patito le squadre di Beretta (basti ricordare la partita col Siena lo scorso anno), ma ieri sera l'Inter ha troppo sofferto ed il 4-3-3 di Mourinho mi sembra un buon sistema di gioco in trasferta, ma meno a San Siro dove gli spazi sono più stretti. Il fatto di allargare il gioco per poi crossare senza un centravanti puro (Cruz o Crespo) non sembra proprio la più logica delle cose. Ma il Mou tiene fede alle parole rilasciate in una delle prime conferenze: “un solo difensore in panchina può bastare”. Ieri sera abbiamo capito il perché: 5 attaccanti in campo con un solo centrocampista ed un terzino a fare l’ala. Due i motivi per festeggiare: la vittoria è la dimostrazione che l'inter è squadra solida e convinta della propria forza e Javier Zanetti a quota 600 presenze con la nostra maglia. E' con uomini, non solo campioni, come lui che si costruiscono i cicli vincenti. E domenica serà ci sarà il Derby.......

mercoledì 24 settembre 2008

Da vittime a carnefici........

Giovedi 18 settembre, ore 21,30, Castelvolturno: i killer della camorra fanno irruzione in un negozio gestito da immigrati africani e sparano all’impazzata, più di 130 colpi, uccidendo sei persone. Il giorno dopo si svolgono violente manifestazioni di protesta. Immaginiamo per un attimo che cosa avremmo trovato sui giornali se un autista rumeno ubriaco avesse ammazzato sei passanti non a raffiche di mitra, ma investendoli con l’auto.
Invece la stampa di venerdi 19 settembre aveva taciuto la notizia della strage o l’aveva relegata in un cantuccio (Repubblica a pag. 23), mentre da sabato la notizia principale diventa la rivolta degli immigrati facendo scomparire il motivo scatenante, le proteste diventano la dimostrazione della pericolosità degli africani. I toni sono attentamente studiati per suscitare la paura e l’ostilità dei lettori verso gli immigrati. “Italiani bastardi” è il titolo ad effetto più ricorrente. “Scatenano l’inferno. Fanno paura e non hanno paura”. “I rivoltosi sfasciano auto di passaggio, rovesciano cassonetti, colpiscono le finestre dei bianchi”. Si legge, anche, che già il 18 agosto i killer camorristi avevano sparato su 5 extracomunitari ma anche questo fatto non ha trovato spazio nei giornali di quei giorni.
Ma perché l’irruzione in quel negozio? Qui c’è qualcosa che non quadra. Su La Repubblica leggiamo che “Per gli inquirenti rappresenta una delle centrali dello spaccio di stupefacenti sul litorale domizio”. “Una delle vittime della strage nascondeva in un calzino 700 Euro, «probabile provento dell’attività di spaccio di droga»”.
Dunque buona parte della stampa avrebbe affrettatamente collegato il massacro a un regolamento di conti negli ambienti dello spaccio. E’ realistica questa versione?
Fatto sta che si doveva dipingere gli immigrati come una massa di delinquenti.
Ora dopo la disinformazione delle prime ore, finalmente comincia a trapelare la verità attorno alla strage di Castelvolturno. Quello che dapprima era stato descritto come un “regolamento di conti tra extracomunitari” e che poi era diventata una esecuzione del clan dei casalesi contro “un gruppo di africani che voleva spacciare droga per conto proprio”, si è trasformato (come si apprende dalle indiscrezioni degli inquirenti) in un pezzo di una vera e propria strategia terroristica della camorra contro le migliaia di africani che vivono e lavorano nel territorio del casertano. Persone che vengono considerate ormai incontrollabili dai clan e che in effetti sono un corpo estraneo rispetto al clima di omertà che regna da queste parti. Per la prima volta, inoltre, qualcuno non ha reagito a un’aggressione armata chiudendosi nel silenzio e abbassando la testa o (peggio ancora) pianificando sanguinose vendette, ma protestando in piazza a volto scoperto. I benpensanti si scandalizzano per qualche vetro rotto e non notano la civiltà delle manifestazioni di Castelvolturno.
Ciò nonostante, il governo (tra i quali figura ancora un sottosegretario che avrebbe fatto affari coi casalesi, riciclando rifiuti tossici e seppellendo fusti in giro per la Campania) ne ha approfittato per puntare il dito conto l’”emergenza clandestini”, mettendo sullo steso piano le vittime della strage dello scorso giovedì con i mandanti, rispondendo alla recrudescenza della violenza camorrista inviando prima 400 agenti poi anche 500 militari. “Per riprendere il controllo del territorio”, annuncia il ministro Maroni , che fa parte di un governo che non si distingue certo per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata. E’ una vecchia storia: non avendo autorevolezza, ed essendo compromessi oltremisura in una gestione assai opaca (diciamo così) del potere anche e soprattutto nel Sud Italia, l’unica azione possibile è mobilitare l’esercito, fare un po’ di rumore, catturare qualche titolo di telegiornale per diffondere la sensazione che a Roma c’è qualcuno che agisce. Stiamo certi che tutto resterà come prima. I camorristi non si spaventeranno certo per così poco. Del resto hanno ucciso i sei immigrati senza alcun motivo, se non mostrare a tutti chi è che comanda e quale grado di protervia può raggiungere. Ma Roberto Maroni ha aggiunto altri elementi al suo vessatorio piano anti immigrazione, dai vistosi connotati razzisti. In barba a tutta la retorica sulla promozione della famiglia, e anche alla retorica sull’accoglienza aperta “per chi si comporta bene”, il governo ha deciso di rendere più difficile la procedura di ricongiungimento dei familiari, imponendo agli immigrati il costo del test Dna che accerti l’appartenenza allo stesso nucleo d’origine.
Un altro provvedimento di chiaro sapore anti democratico, è la “stretta” nella normativa sul diritto d’asilo. In sostanza chi fugge da dittature e persecuzioni, riceverà nella “democratica” Italia un sonoro rifiuto.
Ma l’aspetto che si cela dietro questo provvedimento è che il governo Berlusconi dopo aver scatenato una campagna xenofoba senza precedenti qualcuno comincia ad aver paura di questo nuovo proletariato: emergono i fantasmi delle rivolte nelle banlieu parigine e allora meglio mettere le mani avanti, chiamare subito l’esercito e descrivere bande di spacciatori subumani. La xenofobia chiama xenofobia, in una spirale che non si sa dove potrà portarci. E allora si preparano a rispondere blindandosi ancora di più.
Lo sanno anche loro che sono campagne con precisi obiettivi. Vi ricordate l’omicidio della signora Reggiani a opera di un rumeno nell’ottobre scorso, quello che ha scatenato la campagna bipartisan sulla sicurezza e la caccia al rom? Curzio Maltese, una delle firme più importanti di Repubblica, scrive che “il fatto stesso che l’omicidio abbia occupato per due mesi e mezzo le prime pagine dei giornali è la prova che Roma non è una metropoli violenta. A Londra o Parigi sarebbe finito in una breve di cronaca dal giorno dopo”. Sì, ma c’era da far dimenticare il malcontento montante verso la casta, e deviarlo verso i rumeni...
Quando si parla di democrazia nel nostro paese, è bene tenere a mente “dettagli” come questi.

domenica 21 settembre 2008

Niente birra ai nazisti....

"Niente birra ai nazisti""Non si serve birra ai nazisti". A Colonia, su tutti i tavolini, c'era questo cartello. C'erano folle di cittadini, in tutte le strade, decisi a non lasciar passare i nazisti. C'era un sindaco con le idee molto chiare: questa città è antinazista e nazisti non ne vuole. Così, pacificamente, senza eccitarsi troppo e ridicolizzando i violenti, i tedeschi hanno mandato a quel paese gli estremisti della "destra europea".In Italia le cose sarebbero andate (e vanno) ben diversamente. Se invece che a Colonia fossimo stati a Verona, il corteo dei nazisti si sarebbe svolto, le grida di Heil Hitler e Duce Duce si sarebbero sprecate, ci sarebbe stato uno stillicidio di immigrati picchiati e gay mandati all'ospedale. Qualcuno dei cittadini, con "l'aria da sovversivo", magari ci avrebbe lasciato la pelle. E il giorno dopo il governo avrebbe tranquillamente dichiarato "vabbe', cose che succedono, niente di straordinario in fondo", mentre un ministro avrebbe inneggiato alla Gestapo e un altro alle Ss.Due generazioni dopo Hitler e Mussolini, i tedeschi sono antifascisti e gli italiani no. I tedeschi hanno legge e ordine, gl'italiani camorra e Calderoli. I tedeschi sono civili e democratici, gl'italiani votano a destra e si menano a ogni occasione. I tedeschi, sicuri di sè, lavorano con due milioni di turchi senza problemi. Gli italiani, insicuri e svenevoli, sono il paese più impaurito del mondo e digrignano i denti appena vedono un altro essere di diverso colore. Eppure i fascisti "duri" erano i tedeschi, noi italiani eravamo i "brava gente", gli Alberto Sordi, anche in camicia nera, paciocconi e umani. Come mai tanto tempo dopo loro si sono civilizzati e noi no?Il fatto è che il tedesco, persona seria, ha saputo fare i conti con se stesso. Ci voleva coraggio per farlo. Le guerre, Auschwitz, le grandi piazze vocianti di Norimberga. I tedeschi hanno guardato in faccia tutto questo, hanno ragionato freddamente sui loro orrori. Ne hanno individuato i meccanismi, le radici, e hanno deciso "mai più". Non hanno avuto un partito neonazista (come da noi il Msi) corteggiato e infine assunto al governo. Non hanno avuto un neonazismo giustificato e coccolato. Lì, se un ministro dicesse "Onore alle Ss!" sarebbe sbattuto a calci un attimo dopo fuori dal governo. Non c'è un sindaco neonazista di Amburgo o Brema. Lì si ricordano ancora del passato. Ne accettano la responsabilità, da uomini. Non lo vogliono più. Noi, "brava gente", in realtà siamo dei minorenni. "Non siamo stati noi". Siamo stati ingannati da Mussolini, costretti dai tedeschi, imbrogliati. Noi non volevamo. Non volevamo ammazzare i sindacalisti, o impiccare i libici, o bombardare gli etiopi con l'iprite. L'abbiamo fatto senza accorgercene, senza volerlo davvero, senza colpa. E dunque, tranquillamente, ci siamo assolti - è stato un gioco. E adesso siamo pronti a ricominciare.Qualunque operaio nero, qualunque straniero, dopo quindici giorni d'Italia capisce benissimo la differenza. Fra noi italiani simpatici, brava gente, ma in fondo semifascisti e violenti, e un qualunque europeo noioso e grigio, ma civile.

sabato 20 settembre 2008

Ci sono settimane.....

Un ragazzo italiano di colore ucciso a Milano al grido "morte ai negri" per aveva preso un sacchetto di biscotti. Per il pubblico ministero Roberta Brera non c'è l´aggravante del razzismo .Un'altro ragazzo italiano estradato in Grecia perché condannato per uno spinello. A Castelvolturno 6 immigrati vengono trucidati e subito vengono accostati alla camorra. La compagnia di bandiera italiana svenduta ai peggiori offerenti ed i soliti opinionisti a dire che la colpa del disastro Alitalia non è dei governi e del managment che si sono succeduti in questi anni, ma dei lavoratori, dei loro privilegi. La scuola italiana distrutta mattone dopo mattone e i diritti di maestri e maestre, bambini e genitori allegramente calpestati, e qui in Molise permettiamo tranquillamente la vergognosa visita a San Giuliano di Puglia di Berlusconi e la ministra Gelmini che vengono ad inaugurare la nuova scuola che rischia di chiudere proprio applicando la riforma voluta dalla ministra. Il premier italiano che fa lo spiritoso con le ragazze in tv ed è sempre più popolare. In provincia di Campobasso viene eletto presidente del consiglio Remo Grande, e anche qui i soliti opinionisti radical chic a legittimare una scelta a dir poco vergognosa. La tv italiana che ricomincia con i soliti programmi, le solite facce, le solite battute. Il parlamento che si appresta ad approvare una legge elettorale per l'europee con l'unico solo scopo, quello di eliminare dalla rappresentanza istituzionale la sinistra radicale e non permettere ai cittadini di scegliere. Ci sono certe settimane in cui uno vorrebbe vivere non in un altro paese, ma come cantava Eugenio Finardi tanti anni fa, chiedere a un "Extraterrestre di portami via voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a pigliare voglio un pianeta su cui ricominciare!".

mercoledì 17 settembre 2008

Appunti di Viaggio/8

Domenica 14 ho partecipato all'assemblea "ricominciamo dall'opposizione" al teatro Brancaccio a Roma. Ho visto, oltre a una partecipazione sostenuta, molta passione e molti “contenuti”. Erano anni, a mio giudizio, che non vi era in Rifondazione un’assemblea politica importante in cui si lasciasse direttamente la parola non ai giovani poeti della precarietà ma a chi si vive direttamente le esperienze di sfruttamento. Certamente un assemblea non basta per tornare utili alla società che vogliamo rappresentare ancora ma è almeno un pò di quella inchiesta di cui da anni si dice che ne abbiamo bisogno e poi non facciamo mai. Certo non vi erano vittoriosi entusiasmi - come spesso mi era capitato di sentire nella parentesi fra 2006 e 2008. Sono passioni e contenuti più modesti, più consapevoli dell’enorme difficoltà della situazione e dei mezzi forse non del tutto adeguati per affrontarla. Il segno per me l’ha dato l’intervento di apertura del lavoratore Alitalia, la sua denuncia lucida e allo stesso tempo brutale della situazione in cui sono stati cacciati. Una denuncia accompagnata da una ferma volontà di lotta. Si è trattato di un altro bagno di realtà, di un altro e realistico racconto del generale peggioramento delle condizioni di vita delle masse. Cercare di capire se questo partito ha ancora una qualche attrazione, se ha ancora la possibilità di costruire una base di ripartenza. Anche da questo punto dall'assemblea ho visto elementi di positività. Che all’interno di i Fiumicino resista un circolo del PRC è importante. E’ importante che Dante De Angelis abbia scelto il PRC per lanciare pubblicamente la sua denuncia contro Trenitalia, è importante che i precari della scuola, che i consumatori di base, che Tarzan Alzetta e Action, ma soprattutto i precari della sanità di Napoli presenti all'assemblea in massa(il cui rappresentante ha parlato più di Ferrero!) abbiano esposto problemi e speranze, desideri e progetti pratici. E’ importante che il sedicenne di Catania(quello tolto alla mamma poichè iscritto ai giovani comunisti) abbia visto narrata la sua storia dai giovani comunisti del suo circolo. Se queste persone e queste associazioni erano presenti al Brancaccio vuol dire che il PRC può ripartire con loro, vuol dire che il PRC ha ancora un credito in questa società, ha ancora qualcosa da spendere per la sua ricostruzione politica. Giudico molto positivo l’intervento conclusivo di Paolo Ferrero. Dietro le tante proposte per riorganizzarsi che ha lanciato c’è un lavoro incessante cominciato probabilmente prima della sua elezione a segretario. Noi in questo momento ci troviamo a dover dare al partito una organizzazione che non ha mai avuto. I predecessori non si sono preoccupati di questo durante i periodi di vacche grasse ed ora dobbiamo farlo noi con meno soldi e con una sconfitta elettorale storica sul groppone. Ritengo che con calma e con fiducia, ognuno per il suo livello: dal nazionale al provinciale possiamo riuscire a centrare questo obiettivo e da lì partire per rilanciare presto il partito al centro di uno scenario antagonista di cui già si sente forte la mancanza, basta guardare ciò che è successo a Milano per capire il livello di barbarie che le politiche del PDL e del PD sono in grado di immettere in società.


Sempre domenica 14 a Milano e’ stato massacrato un giovane cittadino Italiano originario del Burkina Faso al grido di “Sporco Negro” , simili episodi mi fanno venire il sospetto che in Italia ci siano le premesse culturali per un’involuzione autoritaria. Nonostante la discolpante negazione siamo negli ultimi anni diventati un paese che tollera il razzismo. E deve fare i conti coi gesti estremi che sempre più spesso si ripetono dalla caserma dei carabinieri a Bussolengo, a Guglionesi e in altri luoghi della penisola episodi gravi, frequenti e assolutamente premeditati. Si bruciano campi e bambini nomadi, si spara, si spranga motivando tutto questo con la delinquenza degli immigrati, vera e presunta.Ma fra chi passa all’atto e chi lo invoca, lo teorizza, lo esalta traendone spunto per una pianificazione politica (la Lega), chi è acquiescente e alleato (il Popolo della Libertà), chi volta la testa dall’altra parte, chi sarebbe contrario ma solo a parole, corre un filo d’unione spesso o sottile. Come corre anche sul versante opposto fra chi s’indigna e basta, oppure denuncia ma è impotente (il Partito Democratico), chi farebbe di più ma oramai è un fantasma (la sinistra d’opposizione) e chi all’inverso potrebbe pensare di dare la caccia ai razzisti. Il clima monta, ahinoi, giorno per giorno da anni, e anno dopo anno i ‘securitari’ acquisiscono potere e impongono maniere forti che servono però tutt’al più a malmenare i venditori abusivi come a Termoli, non a impedire loro di arrivare a frotte sull’onda della fame e della disperazione. Non c’è stata legge più inutile verso i flussi di migrazione clandestina che la Bossi-Fini e intanto è cresciuta ovunque l’intolleranza verso stranieri e poveri.
Solo diciott’anni fa, quando gli albanesi cercavano da noi quel ‘Lamerica’ descritta dal film di Amelio, s’accorreva a soccorrere i dirimpettai diseredati dell’Adriatico (da quello sbarco a Bari facemmo nascere a Campobasso il centro sociale occupato "La Svolta"). E’ durato un nonnulla: il galoppo dell’egoismo ha fatto passi da gigante e intolleranza e indifferenza si sono impossessate di troppe menti. Di contro la componente progressista sta rinunciando a occuparsi seriamente degli extracomunitari, per quanto costoro costituiscano un importantissimo tassello della manodopera produttiva, subendo come subisce la famigerata agenda politica d’una destra forcaiola e antisociale. La sinistra è afona o parla sottovoce sia se si tratta di contestare atteggiamenti di xenofobia latente che l’italiano medio, ormai anche d’estrazione popolare, può manifestare; sia se occorre stabilire regole che tutelino quella cittadinanza di serie B o C rappresentata dai migranti. Si teme una guerra fra poveri se ad esempio occorre sancire il diritto a casa, istruzione, sanità per gli extracomunitari che le nostre famiglie indigenti contesterebbero.




L'Inter ha vinto contro il Catania è ha dimostrato di essere una grande squadra. Perché trovare il pareggio appena un minuto dopo aver subito la rete dello 0-1 (sull'unico tiro in porta in 90' dell'avversario) è da grande squadra; perché è da grande squadra vincere pur giocando dal 40' del primo tempo con l'uomo in meno. Così come ha dimostrato di essere una grande squadra alla prima di Champions. La grinta non è mancata e nemmeno la voglia di vincere. Probabilmente siamo ancora lontani dalla miglior condizione e troppi giocatori sono reduci da lunghi infortuni, dunque pazienza e ottimismo e anche il gioco complessivo migliorerà.



Per una volta sono d'accordo con Berlusconi. Il nano malefico alla vigilia dell'inizio del campionato da detto: "Con tre palloni d'oro in campo questo Milan vi farà divertire". Esatto un enorme divertimento vedere il Milan umiliato dal Bologna e dal Genoa e sapere che è ultimo in classifica.....

Che bello gli amici, la chitarra e lo..........

Stefano Rosso, è morto ieri a Roma nella sua casa di trastevere....Ciao Stefano, il tuo tempo, i tuoi sogni, le tue melodie non sono più di casa in quest'epoca. Ma io, giovane brufoloso dell'epoca, ti ricorderà sempre con leggerezza e quella nostalgia dolce e inafferabile come le tue poesie... Cosi come ricordo con piacere quella sera di Agosto del 2000 quando venisti a Palata (nella foto) a portarci la solidarietà contro il Sindaco-gendarme che ci aveva vietato la festa di Liberazione e tu ci regalasti una struggente Bologna 77..... quella canzone che abbiamo cantato a lungo come un inno contro la violenza poliziesca..... Addio compagno e compagnia dei primi spinelli di gioventù.

martedì 2 settembre 2008

La coerenza del Pdci molisano.............

Qualche giorno fa il Pdci molisano dichiarava di essere d'accordo con Paolo Ferrero a riguardo l'uso improprio dei fondi post-terremoto in Molise.

Il segretario regionale del Pdci Gianni Montesano dichiarava “Ritengo che si possa avviare una grande campagna unitaria di chiarezza e trasparenza sulle vicende della ricostruzione Rifondazione e Comunisti italiani possono rilanciare la proposta di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sulla ricostruzione che sia occasione di dibattito sul tema della questione morale e che riporti la battaglia politica sulle cose concrete. Dobbiamo coinvolgere su questo tema tutto il centrosinistra Mi rivolgo al Partito Democratico e all’IDV, che hanno rappresentanza parlamentare affinché sostengano, anche solo tecnicamente, la nostra proposta di legge in modo da farla approdare in Parlamento”.

Oggi il Pdci ha dichiarato il proprio sostegno alla giunta trasformista alla Provincia di Campobasso e all'elezione alla Presidenza del Consiglio Remo Grande, noto in tutta Italia per come ha "usurpato" fondi del terremoto..... basta ricordare che bella figura ha fatto fare a tutti i molisani quando tutta Italia ha potuto sentire quello che ha detto a riguardo durante l'inchiesta condotta dalla trasmissione di Rai Tre Report.

Bell'esempio di coerenza! Cosa non si fa per una poltrona! E poi ci si chiede perchè la sinistra arcobaleno abbia fallito, oppure perchè gli operai votano Lega..............