domenica 31 agosto 2008

Appunti di Viaggio/7

Abbiamo appena cominciato ad attraversare il deserto che piccole oasi si intavedono all'orizzonte. In questa calda estate dove dove la stampa dei poteri forti, e non solo quella purtroppo, ha trattato Rifondazione Comunista con lo stesso linguaggio del 98 ai tempi della caduta del governo Prodi, dei segnali importanti di ripresa di protagonismo sociale del Prc ci sono. Alle feste di Liberazione a cui ho partecipato ho visto oltre a tantissima gente agli stands, soprattutto una ritrovata voglia di militanza. Anche qui in Molise si registrano incoraggianti segnali. Ne indico tre: la ferma presa di posizione del Prc contro il trasformismo e la guerra tra bande alla Provincia di Campobasso, la decisione delle/i compagne/i di Termoli di verificare se ci sono ancora le condizioni per essere in maggioranza al comune, dopo l'aggressione ai danni del venditore angulante immigrato e le giustificazioni edotte dal sindaco Greco all'ignobile atto di violenza, lo straordinario successo che sta risquotendo il mercatino del libro usato organizzato dal circolo di Campobasso, dicono che la stagione della subalternità politica, del governismo ad ogni costo (sempre per battere le destre!) è finita. Sono atti importanti che tendono a rompere la dicotomia tra politica e società. Un partito che torna a fare quello che dice e che fa della pratica il proprio costruire società.
«Una sinistra svaporata nell’astrattezza nulla può contro una destra, come quella di Tremonti ed Alemanno» ha scritto Marco Revelli su il manifesto. Per questo credo che la sinistra potrà ripartire solo se saprà “fare società”, ricostruire “il proprio popolo ed il proprio linguaggio” nella materialità dei conflitti, nell’antropologia dei nuovi territori, nelle vere e proprie mutazioni esistenziali delle precarietà, nelle angoscianti solitudini dei lavoratori, nei progrom del razzismo.
L'autunno sarà caldo sopratutto se noi sapremo, nelle prossime settimane, aprire vertenzialità sociale diffusa a cui si potra riscoprire l'utilità di Rifondazione Comunista.
Ripartiamo da il Majakovski che Peppino Impastato amava: “Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada».

sabato 30 agosto 2008

Un pareggio giusto

Un pareggio che può essere accettato tranquillamente. Mourinho l'aveva detto in conferenza stampa che un pareggio con la Samp non era da considerarsi certamente un dramma. E del resto venivamo dai 120 minuti di domenica scorsa in supercoppa, con molti giocatori che ancora non sono al 100%.L'Inter è partita bene, i primi 10 minuti sono stati di netto predominio, ha avuto diverse occasioni, è passata in vantaggio con Ibra. L'emergenza difesa si è fatta sentire: uomini poco tranquilli, e del resto i due centrali, Materazzi e Cambiasso, uno rientrava dall'infortunio in condizioni fisiche ancora precarie l'altro in un ruolo che non è il suo e che comunque anche stasera si è comportato egregiamente. La sosta cade nel momento giusto, in quanto dobbiamo recuperare i difensori centrali. Con un Cordoba o un Chivu o The Wall Samuel, certe occasioni avute dalla Samp, non si sarebbero nemmeno create. Bene Maxewell e Ibra, su Figo confermo quello che ho già scritto in occasione di Inter-Roma di domenica scorsa, può fare la differenza solo se entra a partita iniziata a 20/30 minuti dalla fine, altrimenti rischiamo di bruciare un cambio ogni partita. Per concludere: nonostante il gran parlare come miglior arbitro europeo considero Rosetti non all'altezza della fama ricevuta, il suo arbitraggio è stato modesto a tratti anche straffotente.

mercoledì 27 agosto 2008

Il Sindaco di Termoli come De Gennaro: Nega l'evidente!

Guardate le reazioni ai fatti di Termoli. I fatti sono chiari: un uomo di nazionalità del Bangladesh, venditore ambulante senza licenza, viene fermato, trascinato con forza per centinaia di metri e spinto nel bagagliaio dell'auto di servizio dei vigli urbani, davanti a un gruppo di persone che non sono rimaste a guardare, ma hanno protestato per la brutale aggressione e fotografato e filamato la scena, che grazie al quotidiano on line primonumero hanno fatto il giro dell'Italia E’ stata una aggressione brutale contro una persona inerme, del tutto inoffensiva e impotente. La dinamica è così evidente da come testimoniano le foto pubblicate. Ma a questo punto interviene il solito "imprenditore morale", questa volta nella figura del sindaco della città di Termoli Vincenzo Greco e del comandante dei vigili urbani Rocco Giacintucci. Il sindaco Greco, con le sua difesa d'ufficio ai vigili urbani si accoda a un lungo elenco di uomini politici e amministratori che non hanno esitato a issare le bandiere della sicurezza e della legalità con un ardore degno di migliori cause. Giustificare e "comprendere" i vigili urbani che hanno compiuto l'ignobile atto è un segno che l’inciviltà sta penetrando fra noi. Basta dare un’occhiata ai giornali per averne una riprova: si registra la quasi totatiltà di compiacimento alle parole del sindaco e all'operato dei vigili. I tempi sono questi: l’ossessione securitaria, il nuovo senso comune autoritario, il conformismo degli opinionisti, tutto concorre a definire quest’Italia misera e incivile che invoca il pugno di ferro e calpesta indifferente la dignità dei deboli. Gli argomenti esposti dal sindaco Greco a prima vista sono sensati e formalmente ineccepibili: il rispetto della legalità è un principio che vale per tutti; non possiamo permettere il degrado della città. Sono argomenti ben accolti dalle maggioranze benpensanti ma che nascono grande ipocrisia e che rafforzano le tendenze autoritarie e repressive tipiche negli ultimi anni delle democrazie opulente. L’ipocrisia è nel rapporto con l’immigrazione. Ai lavoratori stranieri è negato per legge l’accesso alla cittadinanza e quindi a una reale equiparazione con gli autoctoni: c’è una norma-paradosso che vieta la cittadinanza anche a figli nati in Italia da immigrati, anche se regolari. Questi ragazzi, che parlano italiano, frequentano le nostre scuole, spesso non hanno mai visto il paese dei genitori sono dei paria, a rischio di "rimpatrio" in un paese che magari neppure conoscono. Le norme più recenti sull’immigrazione impediscono la regolarizzazione degli immigrati che lavorano se questi non vincono la lotteria delle quote d’accesso. Cioè puoi avere un lavoro, con regolare contratto, ma non il permesso di soggiorno, perchè magari sei moldavo e nella città in cui ti trovi qualcuno ha deciso che possono entrare solo 25, o 35, o 61 moldavi e se la tua domanda è la numero 26, o 36, o 62 tu sei un clandestino. In questa situazione, e di fronte alla pacifica presenza di milioni di stranieri, nonostante le campagne d’odio scatenate in questi anni dalla Lega Nord e dai suoi alleati tanto perbene, s’innestano le campagne molto politicamente corrette sulla sicurezza, la legalità, il rispetto delle regole: tutte campagne che si richiamano a un democraticissimo richiamo alle leggi (a tutte le leggi, anche quelle che discriminano gli stranieri) ammiccano al "pericolo immigrati" da tenere sotto controllo. Il sindaco Greco, e suoi numerosi sostenitori, sono invischiati in questa "visione" del mondo, come insegna la campagna sul "racket dei lavavetri"avviata a Firenze dal sindaco del Pd Dominici. L’autoritarismo è quello che si esprime con l'arroganza e i manganelli. Le forze dell'ordine fanno ormai ricorso a tonfa e sfollagente senza alcun ritegno. Le mediazioni, la ricerca di vie pacifiche per garantire l’ordine pubblico e anche il diritto a manifestazione il dissenso, non sono più di moda. E’ chiaro che c’è una direttiva - chissà se formalizzata o solo virtuale - a non esistare nell’uso "educativo" dei manganelli: i fatti accaduti a Bologna e Roma in questi giorni, ne seguono decine di altri in altre città, tutti in situazioni a bassissimo tasso di "pericolosità" dei manifestanti. Greco non è affatto un’eccezione: il suo è un banalissimo conformismo ai canoni della democrazia autoritaria che sta crescendo sotto i nostri occhi.

lunedì 25 agosto 2008

La stagione inizia bene.....


In questa calda estate, non ho seguito nessuna amichevole o trofeo a cui ha partecipato l'Inter. In verità il brusco licenziamento di Mancini, che ha strozzato in gola la gioia del 16 scudetto, mi ha portato ad un periodo di disintossicazione calcistica. Ho seguito, invece, la finale di supercoppa. Un primo tempo, fantastico, pressing e trame di gioco spettacolari, almeno 4 nitide occasioni da gol ed una rete, quella di Muntari, frutto di grande caparbietà. Ma si sa il calcio è stano e bello soprattutto perchè è imprevedibile. E la Roma, nel secondo tempo, al suo primo tiro in porta ha fatto gol (a fine gara si registrano 11 tiri nello specchio da parte dell'Inter e 3 da parte della Roma. Così come dopo il nuovo vantaggio interista ad opera di super Mario Balotelli, il pareggio romanista è frutto di una carambola sul calcio d'angolo (anche qui netta supremazia nerazzurra 11 corner per l'Inter e 3 per la Roma). I supplementari, nonostante la stanchezza ha visto solo l'Inter in campo, quindi la vittoria ai rigori è più che meritata.

Un solo appunto riguarda Figo. E credo che qui avesse pienamente ragione Mancini. Dimostra un autonomia di 30-40 minuti. E impensabile per il fututo iniziare incontri importanti con Figo titolare. Per il resto mi sono piaciute molto le parole a fine gara di Mourinho .

Ultima annotazione: La Rai ha trasmesso la partita. A commentarla c'erano Gianni Cerquetti e Fulvio Collovati che molto probabilmente credevano di trasmetterla e commentarla per Roma Channel.

venerdì 22 agosto 2008

Un comunista a Catania

E poi dicono che l'«opinione pubblica» non c'è più. Purtroppo c'è e non è affatto «silenziosa» come una volta si voleva la «maggioranza», e adesso fa scuola. È l'ora di quelli che applaudono il licenziamento a grappolo dei ferrovieri di Genova, catalogati tra i «fannulloni», l'esercito per le strade e la riapertura delle discariche tossiche. Di chi si esalta per l'escalation dei sindaci sceriffi che vietano tutto ai «nomadi», anche se turisti.Questa opinione pubblica ama l'uomo forte e loda il ministro Brunetta che promette gratifiche al merito per i superefficienti in memoria dei mussoliniani regali all'«italiano perfetto». L'onda montante dell'Italia dei «cento giorni» berlusconiani - che a leggere bene Newsweek corrispondono alla domanda di un paese «povero ma brutto» - ha permesso a certi giudici di Catania di togliere alla madre un ragazzino di 16 anni perché milita nelle file di Rifondazione comunista. Una volta non si poteva dire che i comunisti erano pericolosi estremisti, neppure al bar. Adesso lo si può scrivere in una sentenza con allegata la tessera incriminata a testimonianza della pericolosa «deriva morale» del giovane, al quale la madre non saprebbe badare. I giudici lo hanno affidato al padre, che accusa il figlio, in quanto comunista, di darsi «alle droghe, all'alcool e alla vita sbandata» e che per riportarlo sulla retta via lo ha minacciato con un mattone in mano. Rifondazione, è vero, è già extraparlamentare ma non ancora fuorilegge, rischio che gli esponenti del partito vedono profilarsi dopo l'iniziativa dei magistrati catanesi, convintissimi del loro operato per il bene del minorenne tanto da sfrattare la madre dalla casa dove la famiglia risiedeva e sottragli anche l'altro figlio di 12 anni. Non sembra vero. E invece il grottesco è diventato realtà. La relazione dei servizi sociali siciliani, consegnata ai giudici, individua la devianza nella frequentazione del circolo «Essere comunisti», indirettamente assumendo la città del nazional-alleato Stancanelli e l'Italia intera come un luogo di alti valori etici e civili, minacciati dai covi anti-berlusconiani, una minoranza. È questo il sentire comune degli italiani, l'idea che al governo non ci sia una squadra autoritaria che ha messo in scacco i diritti costituzionali, che coniuga la destra militarizzata con il leghismo xenofobo, che copre la crisi economica con le accuse al sindacato, ma una forza moralizzatrice e decisionista, legittimata dall'ampio consenso elettorale.Il problema è che anche l'opposizione ha fatto sapere che «comunista» è una parolaccia. Chi lo è va dunque isolato, anzi, per i giudici catanesi va internato coattivamente in una comunità di recupero. Il tribunale sta valutando questa possibilità visto che il sedicenne si rifiuta di tornare col padre. Un rifiuto chiaramente e pericolosamente «estremista».

Mariuccia Ciotta da il manifesto

venerdì 15 agosto 2008

Grazie a Famiglia Cristiana.......

Viviamo in un tempo in cui il mondo politico - a fronte di una società conformista e rassegnata e alla sua debolissima legittimazione - cerca conferme e conforto nei poteri forti, come Confindustria da un lato e la Chiesa cattolica dall’altro. Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a una campagna di tipo razzista e autoritario, che ha avuto per oggetto la “sicurezza”. Ora desta scandalo un editoriale di Famiglia Cristiana che non esita a parlare del pericolo di un ritorno di nuove forme di fascismo visti i provvedimenti presi dal governo Berlusconi (a cominciare dalla caccia ai rom), i dai sindaci che hanno accentuato la loro gara a primeggiare a colpi di delibere. A Novara (sindaco leghista Massimo Giordano) non si può stare al parco in più di due dopo il tramonto. A Voghera non si può sedersi sulle panchine di notte. A Cernobbio se ti sposi con un immigrato arriva un'ispezione sanitaria a casa. A Rimini non si può bere dalla bottiglia per la strada. Lo stesso a Genova. A Firenze, la città del mitico assessore Cioni, è vietato agli strilloni vendere i giornali ai semafori, ma si vigila attentamente anche sui ragazzini che giocano a pallone in un parco pubblico, grave attentato alla sicurezza. Estinti i lavavetri, la mamma dei capri espiatori è sempre incinta, e le multe serviranno a comprare nuove telecamere di controllo. A Venezia non si può girare per le calli con grosse borse. Groppello (comune di Cassano d'Adda, sindaco forzista Edoardo Sala), chiude nel giorno di ferragosto l'unica spiaggia sul fiume perché è in programma una festa di cittadini senegalesi. Motivazione: «Sicurezza del territorio, ma anche di questi immigrati, che arrivano in gran numero facendo confusione e rischiando di annegare». Come fantasia, come creatività, potrebbe bastare, ma non è che l'inizio. L'arrivo - ci siamo - è l'immagine della prostituta nigeriana segregata e abbandonata a Parma da vigili urbani diventati secondini, privata di ogni dignità e fotografata come una bestia in gabbia. Per il nostro bene, per la nostra sicurezza, per la nostra tranquillità, piccole Abu Ghraib comunali crescono, nella certezza che le coscienze se ne faranno una ragione. La chiamano fantasia, o creatività, ma si tratta sempre della stessa cosa: un digeribile travestimento dell'abuso di potere. E infatti, che razza di fantasia ci sarebbe nel picchiare, deportare, angariare, multare, incarcerare, umiliare i più deboli? Nessuna. Inventare un'emergenza sicurezza è stato semplice, sostenerla e propagarla grazie ai media anche. Dedicarle aperture di tg e allarmati fondi sulla stampa pure. Allora perchè tanto scandalo ha scaturito l'editoriale di Famiglia Cristiana? Come chiamereste voi questi episodi? Che cosa vi ricordano? Nel nostro bel paese ipocrita in cui i pluridivorziati tuonano contro il divorzio, in cui tutti sviolinano sulla famiglia, in cui i nostri frugoletti sono sacri e ci sorridono dalla tv, con i loro pannoloni asciutti e succhiando l'omogeneizzato che fa tanto bene... Fascismo, punto e basta. Ma se l'editoriale fa infuriare quel giovanotto divenuto curiosamente ministro degli esteri e quell'altro tizio con baffetti, mosca e aria ridanciana che dice di occuparsi di ordine pubblico,oppure il portavoce del" pastore tedesco" vuol dire che ha colpito nel segno.
Vuol dire che ha detto, finalmente, quello che tanti di noi pensano, e che l'opposizione di sua maestà bisbiglia talvolta con cautela, proprio perché non può farne a meno. Che la storia delle impronte è ignobile e razzista. E che dire di Beppe Grillo, che svela la sua natura pigliandosela con i Rom? La verità pura e semplice è che tutta l'acqua sporca che ci cade addosso non cola solo dal governo e dalla destra. Tutte le sciocchezze sull'insicurezza, il realismo che strizza l'occhio al leghismo, il moderatismo che fa perdere le elezioni, tutti quelli che vedono ma non protestano, perché fanno gli accordi sotto banco per un telegiornale in più, ci hanno condotto a tutto questo. Questi, purtroppo, sono i tempi che ci tocca vivere. Il paese è in declino economico, morale e politico; è governato da una destra populista e corrotta; ha un’opposizione imbelle e corrotta; le persone sono impaurite e dispostissime a cedere libertà e diritti in cambio di rassicurazione. Famiglia Cristiana dice cose quasi scontate per persone di fede e anche per semplici cittadini che non hanno smarrito la bussola del diritto, del principio d’uguglianza, del valore universale della solidarietà.

martedì 12 agosto 2008

Uno scudetto ancora più bello

Al festival del cinema di Locarno è stato presentato il documentario di Gabriele Salvatores, sul progetto Inter Campus attivo dal 1997 ma "nascosto" al pubblico come i migliori colpi di calciomercato. Ed ecco Petites historias da criancas , preso a Locarno nella sempre più sorprendente sezione "Ici et ailleurs". «E' il mio primo lavoro su commissione - scherza Salvatores - ma non potevo dire di no. Si dovevano raccontare questi 10 anni di scuole calcio dagli 8 ai 14 anni, no profit e senza finalità di scouting, da cui non è uscito nessun campione, ma in cui di sicuro molti ragazzi sono diventati adulti. Moratti ci ha chiesto che uscissero fuori le storie personali dei bambini e noi l'abbiamo fatto: un viaggio che ci ha fatto diventare un po' più grandi». Applausi scroscianti dalla platea de "La sala" (molti in fila per un autografo, c'era anche il difensore romeno Cristian Chivu), più per il progetto che per il buon film: 17 paesi toccati, 10mila bambini recuperati alla scolarizzazione e alla vita, 300 operatori instancabili e coraggiosi sul campo. Il merito, al di là della magnanimità del patron interista, è del quasi omonimo Massimo Moretti, un acquisto migliore di Cambiasso e Ibrahimovic messi insieme. Un uomo, toccato per esperienza privata dal problema, che da più di 10 anni vola nei teatri di guerra e di miseria più pericolosi e sofferenti per portare, con le maglie dell'Inter, non beneficienza, non partite del cuore, ma la costruzione di qualcosa di nuovo e duraturo. Lì dove, come dice un allenatore, «c'è una tale povertà che i bambini neanche sognano di giocare a calcio». Moretti, per intenderci, è uno che collabora con l'Onu, uno che in Colombia e in Brasile ha trattato con i trafficanti, in Libano, in barba alla diplomazia ufficiale, con gli Hezbollah, a Nablus con l'Olp. Empatia, comprensione, collaborazione e non il paternalismo di tanta beneficienza "imperialista". Quello spirito olimpico che sta svanendo, ma resiste. Per un nuotatore iraniano che si rifiuta di nuotare nella stessa piscina di un israeliano, ci sono le medagliate russa e georgiana che, nonostante la guerra, si abbracciano sul podio. O bimbi malnutriti ed emarginati che grazie a una maglia da calcio sentono partecipazione e appartenenza e, per onorarla, vanno a scuola, seguono i loro formatori, lottano per una vita migliore, fuori e dentro al campo. Il documentario è una parte di questo insieme, un giro del mondo in storie e battute fulminanti: la realtà supera qualsiasi finzione, e la sceneggiatura era già scritta. Ma il risultato non è didascalico, il puzzle di luoghi e volti mischia musica e colori con un'evidente rapporto col cinema di Salvatores. Un'opera che deve cercare e ottenere la massima diffusione e di cui aspettiamo i sequel. «Ora le nostre priorità - dice Moretti - sono l'Africa e il Sud America, dopo esserci impegnati nei Balcani e in Medio Oriente». Ci si chiede chi glielo faccia fare a Moratti. «E' semplicemente una delle cose che cerchiamo di fare per sfruttare il potere di quello che rappresentiamo. Penso al subcomandante Marcos, persona di altissimo livello intellettuale, e all'aiuto che abbiamo dato a lui e ai suoi, in modo che, non schiacciati dalla miseria, possano portare avanti le loro idee. E comunque mai chiedersi il perché: ci sono cose che si fanno per istinto e passione, al di là della logica. Hai uno strumento come l'Inter e il calcio per migliorare qualcosa. Come non farlo? Mi vergognerei altrimenti…». Appunto.

Hanno la faccia come il culo/14

In questi giorni di gran caldo, dove nell'assoluto silenzio la politica promuove pulizie etniche, ulteriore precarizzazione del lavoro, promuove i sindaci a sceriffi, nella nostra piccola regione tiene banco la crisi alla provincia di Campobasso. Una crisi che è lo specchio reale di quello che il Pd. Un formazione politica nata per il potere e che vive solo per la gestione del potere. A Tal proposito vi invito a leggere il commento dei compagni del circolo Prc di Termoli che condivido pienamente. D'Ascanio e la Macchiarola si sfidano a duello, e come ogni buon duello ci sono i tifosi dell'uno e dell'altro contentente, con il solo risultato che entrambi hanno contribuito a sconffigere la politica come idea di partecipazione ed interesse collettivo. Ora che la mozione di sfiducia, prodotta dalla segretaria regionale del Pd Annamaria Macchiarola, contro il presidente della provincia Nicola D'Ascanio del PD, non è passata per mancanza di numero legale, entra il scena anche "il salvatore dell'istituzione" Remo Grande già sindaco di Guardialfiera ed ora consigliere provinciale dell'Udc. E da D'Ascanio a Di Pietro Junior e Senior sono piovuti pubblici ringraziamenti e l'impegno di eleggere il "Grande Remo" alla carica di presidente del consiglio provinciale di Campobasso. Questo nuova allenza, questo grande "senso di responsabilità istituzionale" produrrà solo un unico messaggio, chiaro e limpido nella sua aggiacciante verità, che gli amministratori tutti, di qualunque parte politica, siano pronti a tutto per di acquisire benefici, anche quelli che non spettano loro, che siano in onor di spregiudicatezza, dotati esclusivamente delle qualità della furbizia, dell'arrivismo e dell'acquisizione indebita che di fatto premia chi non ha diritto..... casomai pronti al "passaggio" da uno schieramento politico all'altro con tanto di conferenza stampa e notizia da prima pagina.... perchè' E' questo e solo questo che deve interessare i molisani e educare come essere buoni amministratori, alla faccia della coerenza e onestà.......

Per chi avesse la memoria corta vi invito a leggere l'intervista integrale al Sindaco di Guardialfiera Remo Grande fatta a Report su Rai 3 domenica 22 maggio 2005 ............................... ogni altro commento E' superfluo!!!

martedì 5 agosto 2008

Gli imprenditori della paura

Da ieri le nostre città sono presidiate dai militari. Per almeno sei mesi. Un sistema di controllo che serve a piegare le coscienze, ricattare il bisogno, punire il dissenso. Civile, sociale, politico.

Si sa che nel mondo politico e in quello dei media, che si assomigliano molto, le apparenze non coincidono quasi mai con la realtà.Dall'insediamento del governo Berlusconi la persecuzione dei migranti, dei rom e dei cittadini italiani sinti è divenuta ossessiva. E' evidente una specie di sintonia, di coordinamento, tra il razzismo di strada e l'attivismo istituzionale. In questi ultimi mesi abbiamo assistito ai controlli della polizia sui bus, gli sgomberi dei nomadi, i rastrellamenti di prostitute nelle città maggiori, la schedature dei sinti, decreti che attuano principi discriminatori e incostituzionali. Infine la scelta di mettere i militati per le strade "ma solo per un anno", come si affrettano a spiegare i giornali. Purtroppo la risposta politica dell'opposizione parlamentare a questa tenaglia xenofoba è inesistente. (continua)