mercoledì 27 agosto 2008

Il Sindaco di Termoli come De Gennaro: Nega l'evidente!

Guardate le reazioni ai fatti di Termoli. I fatti sono chiari: un uomo di nazionalità del Bangladesh, venditore ambulante senza licenza, viene fermato, trascinato con forza per centinaia di metri e spinto nel bagagliaio dell'auto di servizio dei vigli urbani, davanti a un gruppo di persone che non sono rimaste a guardare, ma hanno protestato per la brutale aggressione e fotografato e filamato la scena, che grazie al quotidiano on line primonumero hanno fatto il giro dell'Italia E’ stata una aggressione brutale contro una persona inerme, del tutto inoffensiva e impotente. La dinamica è così evidente da come testimoniano le foto pubblicate. Ma a questo punto interviene il solito "imprenditore morale", questa volta nella figura del sindaco della città di Termoli Vincenzo Greco e del comandante dei vigili urbani Rocco Giacintucci. Il sindaco Greco, con le sua difesa d'ufficio ai vigili urbani si accoda a un lungo elenco di uomini politici e amministratori che non hanno esitato a issare le bandiere della sicurezza e della legalità con un ardore degno di migliori cause. Giustificare e "comprendere" i vigili urbani che hanno compiuto l'ignobile atto è un segno che l’inciviltà sta penetrando fra noi. Basta dare un’occhiata ai giornali per averne una riprova: si registra la quasi totatiltà di compiacimento alle parole del sindaco e all'operato dei vigili. I tempi sono questi: l’ossessione securitaria, il nuovo senso comune autoritario, il conformismo degli opinionisti, tutto concorre a definire quest’Italia misera e incivile che invoca il pugno di ferro e calpesta indifferente la dignità dei deboli. Gli argomenti esposti dal sindaco Greco a prima vista sono sensati e formalmente ineccepibili: il rispetto della legalità è un principio che vale per tutti; non possiamo permettere il degrado della città. Sono argomenti ben accolti dalle maggioranze benpensanti ma che nascono grande ipocrisia e che rafforzano le tendenze autoritarie e repressive tipiche negli ultimi anni delle democrazie opulente. L’ipocrisia è nel rapporto con l’immigrazione. Ai lavoratori stranieri è negato per legge l’accesso alla cittadinanza e quindi a una reale equiparazione con gli autoctoni: c’è una norma-paradosso che vieta la cittadinanza anche a figli nati in Italia da immigrati, anche se regolari. Questi ragazzi, che parlano italiano, frequentano le nostre scuole, spesso non hanno mai visto il paese dei genitori sono dei paria, a rischio di "rimpatrio" in un paese che magari neppure conoscono. Le norme più recenti sull’immigrazione impediscono la regolarizzazione degli immigrati che lavorano se questi non vincono la lotteria delle quote d’accesso. Cioè puoi avere un lavoro, con regolare contratto, ma non il permesso di soggiorno, perchè magari sei moldavo e nella città in cui ti trovi qualcuno ha deciso che possono entrare solo 25, o 35, o 61 moldavi e se la tua domanda è la numero 26, o 36, o 62 tu sei un clandestino. In questa situazione, e di fronte alla pacifica presenza di milioni di stranieri, nonostante le campagne d’odio scatenate in questi anni dalla Lega Nord e dai suoi alleati tanto perbene, s’innestano le campagne molto politicamente corrette sulla sicurezza, la legalità, il rispetto delle regole: tutte campagne che si richiamano a un democraticissimo richiamo alle leggi (a tutte le leggi, anche quelle che discriminano gli stranieri) ammiccano al "pericolo immigrati" da tenere sotto controllo. Il sindaco Greco, e suoi numerosi sostenitori, sono invischiati in questa "visione" del mondo, come insegna la campagna sul "racket dei lavavetri"avviata a Firenze dal sindaco del Pd Dominici. L’autoritarismo è quello che si esprime con l'arroganza e i manganelli. Le forze dell'ordine fanno ormai ricorso a tonfa e sfollagente senza alcun ritegno. Le mediazioni, la ricerca di vie pacifiche per garantire l’ordine pubblico e anche il diritto a manifestazione il dissenso, non sono più di moda. E’ chiaro che c’è una direttiva - chissà se formalizzata o solo virtuale - a non esistare nell’uso "educativo" dei manganelli: i fatti accaduti a Bologna e Roma in questi giorni, ne seguono decine di altri in altre città, tutti in situazioni a bassissimo tasso di "pericolosità" dei manifestanti. Greco non è affatto un’eccezione: il suo è un banalissimo conformismo ai canoni della democrazia autoritaria che sta crescendo sotto i nostri occhi.

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