L’aggressione fascista a Isernia, che ha portato al ferimento di un amico e compagno fraterno Celeste Caranci, ha acceso i riflettori su un preoccupante fenomeno che merita attenzione da parte di tutte le forze democratiche.In questi anni sono aumentati a dismisura, fino ad assumere un carattere di orribile regolarità, le aggressioni operate da gruppi neo-fascisti e neo-nazisti ai danni di centri sociali, luoghi di aggregazione culturale, sedi politiche e persone di sinistra, migranti, gay, lesbiche, transessuali.
Anche in Molise, è facile vedere frasi antisemite e naziste che da anni appaiono in alcuni muri dei comuni della nostra regione.
Credo che in questi anni in troppi, nelle istituzioni, nelle forze politiche e anche in tanta parte della società civile si è guardato con distrazione a questo fenomeno.
Poco si è fatto per evitare la lenta ma inesorabile legittimazione di ideologie e culture che sono al bando per legge nel nostro paese e che tali devono rimanere, anzi a talune forze si è data la possibilità di presentazione alle elezioni amministrative nella provincia di Isernia.
Si è prodotta una logica sbagliata, che rischia di porre l’aggregazione fascista, nazista e razzista sullo stesso piano della radicalità espressa da esperienze di autorganizzazione sociale e partecipazione democratica.
La vile aggressione a Celeste deve offrire una occasione di incontro e di discussione a tutti coloro che, anche a causa dei fatti accaduti all’Arci di Isernia, hanno colto la gravità del problema.
C’è bisogno di dare una risposta politica forte e chiara al rigurgito fascista.
Mobilitiamoci allora! Per difendere luoghi come l’Arci di Isernia, uno dei pochi spazi di aggregazione sociale nella nostra regione.
Diciamo basta all'indifferenza di chi ritiene che movimenti che, si ispirano chiaramente al ventennio più buio della nostra storia, possano avere legittima cittadinanza politica nel nostro paese e nella nostra regione.
Svegliamoci! Per difendere tutti insieme le nostre idee, i nostri diritti, i nostri spazi.
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