domenica 20 gennaio 2008

Il momento della lucidità

Dopo una vittoria, sofferta e surreale, come quella ottenuta contro il Parma si potrebbero utilizzare le solite espressioni del gergo calcistico. Potremmo parlare del "cuore" dell'Inter, dell'orgoglio, della rabbia che permette a una squadra di ribaltare il risultato nei minuti finali trasformando l'imminente sconfitta in un insperato successo. Potremmo farci trascinare dall'entusiasmo di uno stadio in subbuglio o di un Ibrahimovic che nella sua esultanza travolge e letteralmente seppellisce Roberto Mancini. Potremmo. Ma questo è il momento della lucidità. E un'analisi tecnica lucida ci deve portare a dire quello che segue. L'Inter ha giocato male. Punto. Il pareggio sarebbe stato un risultato generoso. Attenzione, non parliamo delle occasioni prodotte sottoporta ma della manovra complessiva. Una manovra lenta, appannata, prevedibile, poco organica e poco efficace. Il successo è sostanzialmente immeritato e, appunto, premia l'orgoglio e la rabbia di una squadra che ha cominciato a giocare e schiacciare nella propria difesa l'avversario soltanto dopo aver subito la rete del sorpasso. L'atteggiamento dell'Inter in campo era sbagliato sin da subito: c'era sufficienza e poca concentrazione contro un avversario temibile, una squadra giovane e tecnicamente dotata; sbagliata era la disposizione tattica: Mancini ha cambiato le pedine in corso di partita spostando più volte Zanetti e Burdisso (che per un tempo ha giocato lungo tutta la fascia destra al posto di Maicon e/o Figo: è come se Gattuso recitasse al posto di Al Pacino). E poi i goal subiti. Fino a Natale, vale a dire fino a due giornate dal termine del girone d'andata, i nerazzurri avevano subito appena 9 reti: nelle ultime due giornate, contro Siena e Parma, le reti incassate sono già 4. L'infortunio di Samuel nel derby si conferma una brutta tegola: Materazzi non garantisce e non garantirà lo stesso rendimento. L'Inter che abbiamo visto stesera, e in parte a Siena, non somiglia alla squadra apprezzata nella prima parte della stagione. Lo scorso anno a gennaio facemmo l'allungo sulla Roma (+9 alla fine del girone d'andata), quest'anno perdiamo colpi sul piano del gioco (pur avendo incassato 6 punti nelle ultime due sfide). Speriamo che questa fase di appannamento svanisca presto, come la nebbia che stasera a un certo punto era calata sul "Meazza". In breve, sui singoli episodi: giustamente annullato il goal di Cambiasso per offside; a Corradi poteva essere assegnato un rigore per fallo di Cordoba (anche se i due si strattonano reciprocamente); il rigore concesso all'Inter è discutibile soltanto perché arrivato nel finale concitato dopo una splendida prestazione del Parma: ma lo stesso Fernando Couto, alle ore 23.10, ai microfoni Mediaset ha ammesso di aver toccato il pallone anche con la mano; la rete del successo di Ibrahimovic, spietata nel condannare a una sconfitta immeritata gli emiliani, non è viziata da nessuna irregolarità.

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