domenica 30 dicembre 2007

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LE ECOBALLE DI COLLE ALTO!

Che tu sia molisano o no, ti chiediamo di concederci 1 minuto... è per una buona causa!Il Molise è una piccola regione...ma corre un grande pericolo.Una terra lontana dai grandi investimenti industriali, lontana dalla cronaca nazionale... spesso non menzionata addirittura nelle previsioni meteo. Eppure il Molise è una terra ricca, e la sua ricchezza è il suoterritorio e la sua storia. E' di questi giorni la notizia che il commissario per l'emergenza rifiuti della Campania, il prefetto di Napoli Pansa, ha stabilito che ben 300.000 balle (o "ecoballe", secondo l'ordinanza) di rifiuti solidi urbani provenienti dai paesi di Giugliano e Fragneto Monforte, dovranno essere stoccate in una cava abbandonata di Colle Alto, località alle porte del comune di Morcone. Questo sito di stoccaggio dista 150 mt dal Tratturo Pescasseroli -Candela; è a 3000 mt dall'area archeologia romana dell'Altilia di Sepino; si trova sul versante opposto dell'area dove sorge il Santuario di S.Lucia in Sassinoro Dista pochissimi chilometri in linea d'aria dai comuni di Cercemaggiore, Morcone, Sepino, Sassinoro, Cercepiccola, Santa Croce del Sannio, Colle Sannita, San Giuliano del Sannio e Bojano, solo per citarne alcuni. A meno di 100 mt dal sito scorre il fiume Tammaro, ed essendo la natura del terreno individuato estremamente calcarea, è facile supporre che il percolato prodotto dalle ecoballe, potrebbe facilmente penetrare nelle falde acquifere e raggiungere il letto del fiume.Il Tammaro va ad limentare, a soli pochi chilometri a valle, l'invaso della diga di Campolattato che, attraverso un impianto di potabilizzazione, dovrebbe essere collegato all'acquedotto beneventano. Infine, lo schiaffo finale arriva da fatto che il sito dista pochi chilometri dall'oasi WWF di Guardiaregia, ai piedi del parco del Matese. Se a questo aggiungiamo l'ombra di un probabile interesse economico della camorra, ecco che otteniamo uno scenario che lascia poco spazio persino all'immaginazione di uno scrittore di fantascienza. Non ci crederete ma il prefetto di Napoli si è detto indifferente a tutto ciò (forse spedire i rifiuti lontano è in qualche misura confortante come dire "lontano dagli occhi, lontano dal cuore"). Per cui il deposito di ecoballe si farà.....oforse no... se sapremo dire di NO! Non possiamo e non dobbiamo rimanere immobili di fronte ad azioni che pocohanno a che vedere con il bene comune. Le ecoballe, come tutti i rifiuti, devono essere trattate in luoghi speciali e smaltite seguendo delle procedure che sono ben diverse dal mero stoccaggio/abbandono che si profila a Colle Alto. Moliclick, che da sempre promuove questo territorio e le meraviglie checustodisce, ti chiede di prendere una posizione in difesa di ciò che di buono ancora possediamo...la nostra terra.

POSSIAMO FERMARE TUTTO QUESTO... Firma la petizione on line (clicca qui)


L'elenco dei nomi di coloro che aderiranno alla raccolta firme verrà dato al Comitato a Difesa della Valle del Tammaro che a sua volta, nei prossimi giorni, lo sottoporrà all'attenzione del Ministero dell'Ambiente, a Roma

domenica 23 dicembre 2007

Buone Feste




e allora lo facciamo scoppiare un 2008 di lotte e conquiste sociali?...

Milan la coppa mettila nel c...

Fine del bluff. Se può interessarvi il Sepahan Muhammad ha pareggiato col Teheran Al Ittihad; il Pachuca ha vinto col Sombrero Muchacha AC in trasferta; gli Urawa Red di Yuichiro Nagai hanno sconfitto i Tokio Hotel in concerto; del Cirque du Soleil non ci pervengono notizie: pare che in Tunisia in campionato ci siano solo loro. Come in Italia. C'è solo l'Inter. Nella giornata in cui Roma e Juventus vincono, i nerazzurri mantengono inalterato il vantaggio in classifica sui diretti inseguitori. Tra i quali naturalmente non c'è il Milan. I calciatori rossoneri erano attesi da una prova vera dopo le varie spedizioni mediatiche in giro per il mondo contro i Power Rangers e qualche altro oggetto misterioso. Spedizioni utili a mettere qualche fantomatico trofeo in bacheca e a nascondere - con una mirata propaganda organizzata dai 22 media di Famiglia - le magagne tecniche e tattiche di una squadra che negli ultimi due campionati ha totalizzato un ritardo apocalittico nei confronti dell'Inter: nell'ordine dei 60 punti finora. Fine del bluff. Contro una squadra vera i cacciaviti tornano a perdere: il terzo derby di fila va sulla sponda della Milano che non retrocede; e va all'Inter nel modo migliore: con una rete del Cuchu che fa venire giù lo stadio, dopo il pareggio sontuoso del Jardinero. Il Milan è tutto in una punizione dal limite di un Pirlo qualsiasi, qualche folata di Kakà quà e là e null'altro. I campioni d'Italia, senza Vieira Figo e Stankovic e con Samuel fuori già nel primo tempo per infortunio, dominano sul piano della manovra e cancellano i "campioni del mondo". Fine del bluff. I campioni veri siamo noi.

sabato 22 dicembre 2007

Derby di Milano: attenzione a... Morganti

La Commissione di Disciplina Nazionale dell'Associazione Italiana Arbitri ha riabilitato l'arbitro Emidio Morganti e i guardalinee Duccio Baglioni, Gabriele Contini e Cristiano Copelli. La decisione è stata presa per carenza di giurisdizione. La Corte ha di fatto stabilito che i direttori di gara già giudicati dalla giustizia sportiva della Federcalcio non possono essere sottoposti a nuovo procedimento disciplinare da parte dell'Aia. (fonte) Non vogliamo generare allarmismi presso i tifosi nerazzurri. Ma va fatto notare che il designatore arbitrale Pierluigi Collina ha affidato all'arbitro Emidio Morganti la direzione del derby milanese. Detto in altre parole: Pierluigi Collina (che in alcune intercettazioni è al telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, e fissa un appuntamento segreto con Adriano Galliani: leggi), dopo aver reintegrato il suo amico Emidio Morganti (già sospeso per tre mesi perché in alcune intercettazioni è al telefono con l'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani: leggi), lo ha designato per la supersfida di domenica del Milan contro l'Inter. Speriamo bene.

sabato 15 dicembre 2007

Servi dei servi dei servi dei servi.....

Nelle aule di giustizia di questo Paese, alle spalle del collegio giudicante, campeggia la scritta la legge è uguale per tutti. Un qualche cosa di grottesco, se non offensivo, per molti di coloro che hanno avuto la sventura di sperimentare il nostro sistema penale. A questo aforisma smentito dalla cronaca di tutti i giorni l’ingegnere leghista Castelli, in qualità di responsabile del ministero della Giustizia, ne fece aggiungere un altro, mai rimosso e se possibile ancora più surreale: la legge è amministrata in nome del popolo.
Ora assistiamo, dopo la fulminea archiviazione dell’omicidio di Carlo Giuliani, rimasto senza un colpevole, la bocciatura della commissione d'inchiesta, la promozione e la premiazione degli aguzzini della Diaz e Bolzaneto, il tribunale di Genova ha emesso in nome del popolo italiano la sua sentenza di condanna per ventiquattro di quelle centinaia di migliaia di attivisti che nel luglio 2001 ebbero a opporsi all’illegittimità di un vertice che consegnava a pochi potenti il potere di vita o di morte in ordine al destino delle popolazioni di tutto il pianeta. Sappiamo bene che nel nome del popolo italiano, nel corso di questi anni si è decretato che nel nostro paese da Piazza Fontana all'assasinio di Pinelli, dall'Italicus a Piazza della Loggia a Brescia, dalla stazione di Bologna ad Ustica, ci sono stati dei "suicidi" colletttivi.
Questa sentenza parla alle genti della Val di Susa, del Dal Molin, del sud ribelle, dei territori in cui vengono gestiti lager per migranti, a tutti coloro che lottano per una migliore qualità della vita. Dice loro che se qualche Defender, qualche treno o qualche carro armato passerà sopra a uno di quei corpi a pagare sarà qualche devastatore o resistente, magari in "compartecipazione psichica". A loro, ai servi dei servi dei servi di un sistema corrotto, mafioso e repressivo, diciamo invece che saremo ancora e sempre davanti alle camionette, ai blindati, ai treni, alle ruspe, ai cpt, a tutto ciò che rappresenta prevaricazione e negazione della libertà. Perché questa è la legge uguale per tutti noi. Perché il popolo siamo noi.

venerdì 14 dicembre 2007

.. ci vediamo a Vicenza

Non sappiamo quanti "imbecilli" (come dice quel nazi-leghista del sindaco di Vicenza) saranno sabato alla manifestazione contro la base. Sappiamo che i cittadini di Vicenza sono stati trattati come stupidi da Prodi quando disse, da Bucarest, "è solo una questione urbanistica" (frase che passerà alla storia, come "il mio regno per un cavallo") e come sudditi da Napolitano, il presidente, che con piglio staliniano-democratico (non è un ossimoro, "democratico" è l’aggettivo di "partito") ha detto, da Washington, che la questione è decisa, e non si discute. Sappiamo anche che la città veneta assomiglia a quel che in un terremoto si chiama "il cratere", o epicentro: ci sono molte scelte tardo-liberiste del governo attuale che fanno vibrare i nervi del paese, dal disprezzo per i lavoratori (metallurgici o precari) a quello per gay e lesbiche, eccetera, ma il Dal Molin le condensa tutte o quasi: la pace e la guerra, l’uso del territorio e la democrazia. Milioni di persone – quelle che esposero le bandiere della pace alle finestre e quelle che tentano di non farsi seppellire dal cemento e dall’asfalto dello "sviluppo", quelle che non tollerano più la vacuità criminosa della politica e quelle che si chiedono se esista ancora una sinistra fuori del palazzo di Montecitorio – guardano ai No Dal Molin con speranza, sono ansiose di dare una mano, stanno con il fiato sospeso perché sanno che attorno all’aeroporto si tratta di fermare non le truppe di Amato, o non solo, ma quelle di Bush. Imbecilli, stupidi e sognatori, ci vediamo a Vicenza.

mercoledì 12 dicembre 2007

Milano, 12 dicembre 1969, ore 16,30

Esplode una bomba nel salone degli sportelli della Banca Nazionale dell'Agricoltura, al numero 4 di piazza Fontana. Ha inizio una nuova era tragica.
Chi è "Stato" a mettere la bomba non avrebbe potuto scegliere un momento migliore: la banca è infatti gremita per il "mercato del venerdì", che richiama gli agricoltori delle province di Milano e Pavia. L'ordigno è stato collocato in modo da provocare il massimo numero di vittime: sotto il tavolo al centro del salone riservato alla clientela, di fronte all'emiciclo degli sportelli. I locali devastati testimoniano la potenza dell'esplosivo impiegato
Uccisero e tornarono ad uccidere molte altre volte. A fare stragi nelle piazze, sui treni, alla stazione di Bologna. Il bersaglio erano persone qualsiasi in luoghi pubblici più affollati possibile. Furono stragi fasciste. Furono stragi di Stato. Furono stragi collettive per uccidere speranze collettive, per avviare il "riflusso nel privato" con il terrore pubblico e la conseguente richiesta di protezione da parte dello Stato (mantre furono proprio i Servizi dello Stato ad inquinare le prove, a deviaare le indagini). Oggi un nuovo "problema sicurezza": il terrorismo internazionale (senza mai mensionare le guerre che lo alimentano), l'immigrazione clandestina. Ma dietro ogni sovraesposizione di richesta di protezione c'è la perdita di libertà, di agibilità pubblica di tutti, e non si risolverà che con la rovina collettiva, senza controllare la regia, senza controllare il controllore.

lunedì 10 dicembre 2007

Mobilitiamoci....

Il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti della Campania il Prefetto Pansa ha deciso che il deposito di tre milioni di (eco)balle venga fatto alla cava di Colle Alto a Morcone. La cava è situata a pochi chilometri dal sito archeologico di Sepino. Dal giorno che si è resa pubblica la notizia, sono stati organizzati dei presidi. Un presidio al sito della cava di colle alto un altro a Ponte principe in località Sepino presso la chiesetta di San Giuseppe. Questa è una delle tante lotte di comunità che stanno attraversando il paese ed anche la nostra regione, non lasciamoli soli, la stanchezza ed il freddo comincia a farsi sentire. Se la sinistra crede ancora che ci sia bisogno di cambiamenti radicali questo è un buon motivo per mobilitarsi.

10 BUONE RAGIONI PER DIRE NO ALLA DISCARICA DI COLLE ALTO

1.“si tratta di un’area costituita da rocce carbonatiche molto fessurate e altamente permeabili e ciò contrasta anche con la perizia del dott. De paola allegata alla deliberazione provinciale n. 199 del 16 aprile 2007, che indicava, come siti idonei alle discariche, le aree argillose”;
2.“l’area è instabile dal punto di vista geologico, è interessata da instabilità tettonica e rientra nella fascia di territorio interessata da deformazioni cosismiche”;
3.“la giacitura degli strati costituenti l’ammasso roccioso delle due cave mette in evidenza che ipiazzali delle cave sono attraversate da una faglia orientata Nord Ovest – Sud Est che ribassa il blocco a Sud Ovest e nell’ambito del blocco ribassato sono evidenti fratture beanti lungo le quali si sono formate vistose concrezioni calcistiche”;
4.il sito in cui dovrebbe essere realizzata la discarica non è idoneo in quanto non si può impedire l’inquinamento delle risorse idriche sotterranee”;
5.“il sito in cui dovrebbe essere realizzata la discarica si trova nella fascia a più elevato rischio sismico, connesso alla probabile rotazione di blocchi rocciosi lungo assi suborizzontali e allo spostamento verticale di blocchi contigui. Effetti geologici simili sono stati rilevati e documentati da vari autori a seguito dell’evento del 1980. La rotazione di blocchi o lo spostamento verticale tra blocchi contigui potrebbe determinare seri inconvenienti alle impermeabilizzazioni realizzate alla base dei rifiuti, con molto probabili rotture e fuoriuscita di fluidi nel sottosuolo e in superficie, con inquinamento grave e irreversibile delle falde idriche e delle acque superficiali”;
6.il sito si trova a ridosso del SIC “Alta Valle del fiume Tammaro” e rientra nell’area di rispetto del SIC
7.il sito si trova a poche decine di metri a monte del corso del fiume Tammaro che alimenta l’invaso di Campolattaro le cui acque sono oggetto di interventi di potabilizzazione e dove è situata un’oasi del WWF;
8.Le particelle indicate nell’ordinanza n. 392 del 10.11.2007 riguardano una cava in attività nella quale prestano servizio n. 70 dipendenti e una parte del regio tratturo Pescasseroli-Candela, soggetto a vincoli paesaggistico, ambientale, archeologico e idrogeologico;
9.la comunità Montana alto tammaro ha attivato le procedure per l’ottenimento, sul tracciato del suddetto tratturo, della certificazione europea di qualità come ippovia che presuppone l’assenza di criticità ambientali;
10.La comunità Montana alto tammaro aderisce al progetto pilota per la commercializzazione dei prodotti della montagna italiana e per la realizzazione di un trade center mediante rapporto di collaborazione istituzionale tra UNCEM-Coordinamento Appennino Meridionale e stato del Delaware ed ha sottoscritto in data 7 novembre 2007 il relativo protocollo di intesa con i rappresentanti del suddetto Stato; tale accordo prevede che i prodotti provengano da aree certificate incontaminate dal punto di vista ambientale

Finanziaria in divisa. Ventun miliardi alla Difesa, Natale ricco per le aziende belliche

Le minacce del Ventunesimo secolo, evocate con forza sempre maggiore, dopo l'11 settembre, ad ogni vertice annuale della Nato, si chiamano terrorismo e armi di distruzione di massa. Entrambe hanno fatto della paura un elemento di strategia politica. E per contrastare la paura si affinano e si consolidano i sistemi di difesa. Ovvero: ci si arma. Secondo il Sipri (Istituto di studi per la pace di Stoccolma), nel mondo le spese militari sono cresciute nel 2006 del 3,5 percento rispetto all'anno precedente, superando i mille miliardi di dollari (quasi 680 milioni di euro). Nella classifica dei Paesi produttori di armi, l'Italia è al settimo posto, con 20 miliardi di euro. Il nostro Paese destina al settore difesa l'1,5 percento del proprio prodotto interno lordo. Risorse sparse. Le spese militari rappresentano una delle voci più onerose nel bilancio del nostro Paese. Grazie alla Finanziaria, passata a fine novembre al Senato per un pugno di voti e in attesa della votazione alla Camera, sono previsti stanziamenti per 23 miliardi e 352 milioni di euro (21 miliardi nel bilancio preventivo della Difesa, 2.424 aggiunti dalla Finanziaria). L'aumento rispetto al 2007 (la misura allora ammontava a 21 miliardi e 11 milioni) è dell'11,1 percento. Le previsioni di spesa per il comparto militare, invece di far capo solo al ministero della Difesa, sono disseminate nelle più disparate allocazioni: oltre alla Finanziaria e al bilancio della Difesa, come detto, i contributi spaziano dal ministero per l'Economia a quello dello Sviluppo economico. Essendo sparse in vari bilanci, le risorse rendono opaca la loro interpretazione. Vediamo di cominciare a far luce sulla loro allocazione, andando a verificare, punto per punto, dove e a cosa sono destinate le risorse stanziate nella Legge Finanziaria.
L'articolo 5, comma 12, stanzia un fondo di 107 milioni di euro per il pagamento dell'accisa (imposta) sui prodotti energetici delle Forze Armate.
All'articolo 21 del Disegno di Legge, il comma 1 cita: "Per l'organizzazione del vertice G8 previsto per l'anno 2009 è stanziata la somma di euro 30 milioni per l'anno 2008." Il vertice si terrà alla Maddalena, in Sardegna, da dove il mese scorso sono partiti 1.500 soldati Usa, nell'ambito della dismissione della base militare, che verrà definitivamente lasciata dalla Marina statunitense nel febbraio 2008.
L'articolo 22 integra con 30 milioni di euro il taglio del 15 percento della scorsa Finanziaria per la 'professionalizzazione' delle Forze Armate; stanzia inoltre 140 milioni di euro per 'garantire la capacità operativa' delle stesse. Venti milioni di euro vanno poi all'arsenale della Marina militare di Taranto e 40 per il funzionamento dell'Arma dei Carabinieri.
Nell'articolo 31 si propone l'allocazione di risorse per: 15 velivoli addestratori Aermacchi M346; 12 elicotteri Agusta Westland EH101; sistema di comunicazioni Sicote per i Carabinieri in funzione anti-terrorismo; progetto Soldato futuro; partecipazione, con la Francia, alla costruzione del satellite di comunicazioni Sicral 2. Per l'attuazione di tale piano sono autorizzati contributi quindicennali per un totale di 1 miliardo e 50 milioni di euro.
All'articolo 31, comma 2, figurano, per la partecipazione al programma del Caccia Eurofighter: 318 milioni di euro per il 2008, 468 per il 2009, 918 per il 2010, 1.100 per il 2011 e 1.100 per il 2012. Aggiunti a quelli già previsti dalla Tabella F della Finanziaria (importi da iscrivere in bilancio alle autorizzazioni di spesa delle leggi pluriennali), si raggiungono, per 5 anni, 4.884 milioni di euro. Al comma 3, si dispone l'erogazione di ulteriori fondi per il programma di sviluppo delle fregate multiruolo Fremm, in cooperazione con la Francia. Il totale è di un miliardo e 50 milioni in 15 anni. Sempre nella Tabella F della Finanziaria vi sono fondi aggiuntivi per le fregate Fremm di circa 800 milioni di euro.Nell'articolo 93, per esigenze legate alla tutela dell'ordine pubblico, è previsto, per un piano di assunzioni, uno stanziamento di 50 milioni di euro per il 2008, di 120 per il 2009 e di 140 per il 2010. Risorse, queste, destinate all'Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, alla Polizia penitenziaria e al Corpo forestale.
L'articolo 95 destina 200 milioni di euro in più per 2008, 2009 e 2010 ciascuno per i rinnovi contrattuali e la 'valorizzazione delle specifiche funzioni svolte nella tutela dell'ordine pubblico e della difesa nazionale. Destinatari il corpo di Polizia e le Forze Armate. Nella tabella del ministero per l'Economia è inoltre iscritto oltre un miliardo di euro per il finanziamento delle missioni italiane all'estero.
In conclusione, le spese militari aumentano, a dispetto delle promesse del governo Prodi. Che nel programma pre-elettorale si era impegnato, "nell´ambito della cooperazione europea, a sostenere una politica che consenta la riduzione delle spese per armamenti". Promesse da marinaio.

domenica 9 dicembre 2007

Inter - Torino 4-0

Burdisso centrocampista. Una notizia che scatena presagi funesti (da Valencia in poi). In 45 minuti, tutto il primo tempo, con questo assetto l'Inter (che si presenta con un eccesso di difensori e centrocampisti difensivi a causa dei numerosi infortuni) fatica a trovare le redini del gioco. A tratti i nerazzurri offrono il peggiore spettacolo di questa stagione: disordinati in copertura, sterili in avanti. Il Toro è volenteroso e sembra crederci. Sereni sventa di piede due conclusioni di Ibra e Cesar; Ventola si divora un goal lanciato a rete da Rosina (e da un fuorigioco orchestrato male dalla difesa interista). Ci sarebbero un fallo da rigore su Cruz (non concesso), Materazzi (non concesso) e Ibra. Lo svedese si incarica della battuta e, calciando in modo tutt'altro che perfetto, sblocca il risultato. Finisce il primo tempo. Jimenez entra al primo minuto della ripresa, invocato da tutti gli interisti dell'orbe terracqueo e da chi conosce almeno un minimo la grammatica di questo sport. Burdisso slitta a sinistra, dove fa meno danni; Chivu è al centro. In mezz'ora, col cileno in campo, un'Inter più ordinata e equilibrata infila tre volte i granata: prima Cruz su cross di Chivu; poi lo stesso Jimenez con una cannonata prepotente dal limite dell'area; infine Ramiro saltando con un grillo in mischia su un calcio d'angolo. E nel frattempo, tra i fischi e qualche timido applauso, è entrato Recoba: il tempo di calciare un velenoso corner che - incornato da Natali - finisce sulla traversa. Ibra ammonito salterà il Cagliari, non il derby. L'Inter vince 4-0 - la Roma pareggia a Livorno. La squadra di Mancini vanta 5 punti di distacco sui giallorossi secondi in classifica; un +6 in media inglese; il miglior attacco (33 reti segnate) e la miglior difesa (8 subite). È fuga?

sabato 8 dicembre 2007

Per loro nessun pacchetto sicurezza......

Solamente i quotidiani Avvenire, l'Unità Liberazione, il manifesto e la Stampa hanno aperto la prima pagina con la notizia dell'uccisione dei due giovani (ora diventati quattro) operai morti nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino. Per loro nessun "pacchetto sicurezza". Stavano lavorando da 12 ore in quella logica che ormai è stata inculcata nella mente dei giovani lavoratori che lo straordianario è l'unico modo per poter portare a casa uno stipendio che gli permetta di sopravvivere. La parola straordinario ha ormai perso il suo significato in quanto è prassi giornaliera delle nostre moderne industrie metalmeccaniche. I metalmeccanici, nel silenzio più totale, stanno facendo una lotta per poter arrivare alla conclusione del loro contratto nella cui piattaforma la parte normativa e sopratutto sulle gestioni dell'orario di lavoro edella sicurezza rappresentano il nodo principale. Non sono certo i pochi euri di aumento che per altro sono dovuti in quanto adeguamenti all'iflazione reale di questi ultimi anni che impediscono la firma di questo contratto, ma è propio la questione della regolamentazione orario di lavoro e degli straordinari che i padroni si vogliono avvocare in modo unilaterale al massimo scambiandola con un piatto di lenticchie.

Riporto qui di seguito l'editoriale di Loris Campetti sul manifesto del 7 dicembre 07

FLESSIBILI DA MORIRE

Era molto flessibile Antonio un giovane di 36 anni ucciso ieri alla Thyssenkrup Torino. Ucciso non da un incidente, non da un infortunio: ucciso dallo sfruttamento selvaggio che fa tirare a mille gli impianti fino a esplodere le macchine e costringe a un lavoro bestiale gli operai. Al momento in cui quel maledetto tubo che trasportava olio bollente è stato colpito da una scintilla sprigionata dal quadro elettrico sè spezzato, trasformandosi in un lanciafiamme, Atonio e una decina di ragazzi come lui sono stati colpiti. Tutto e tutti hanno preso fuoco, gli estintori non funzionavano, la linea 5 delle ex Fernere sembrava una città bombardata con il napalm, raccontano i sopravvissuti. Quando si è trasformato in una torcia umana, alle due di notte, Antonio era alla quarta ora di straordinario. Dunque era alla dodicesima ora di lavoro in quell´inferno. Antonio era molto flessibile, come tutti gli altri ragazzi della Thyssenkrupp. Alle 12 ore dì lavoro ne a aggiungeva ogni giorno due o tre viaggio da casa, nel Cuneese, alla fabbrica, e ritorno. Non è che gli restasse molto tempo per la sua compagna e i suoi tre bambini, la più gran de di 6 anni e il più piccolo di 2 mesi Antonio era proprio il tipo di operaio di cui ha bisogno un padrone tedesco che decide di chiudere la fabbnica di Torino per portare la produzione in Germania, ma prima di mettere i sigilli agli impianti vuole tirare fino all´ultima goccia di sangue alle macchine e agli uomini, ai ragazzi Per questo una decina di loro ha preso fuoco, nel 2007, nell´occidente avanzato, sotto il comando cli Thyssenkrupp, un nome che se scomposto in due rimanda ad altri fuochi, un altro secolo, a un´altra guerra. C´è la fila, adesso, di quelli che si lamentano per la mancanza di sicurezza sul lavoro. Forse tutti si erano distratti: presi com´erano a combattere l´insicurezza provocata dai ru meni si sono dimenticati della guerra quotidiana in fabbrica, nei campi nei cantieri. Chi oggi dice che servono maggiori misure di sicurezza su lavoro dovrebbe aggiungere che il modello sociale ed economico dominante è criminale. Chi chiede di produrre di più, per più ore nel giorno per più anni nella vita è corresponsabile dei crimini quotidiani sul lavoro. La sicurezza è incompatibile cm l´accumulazione selvaggia, togliendo dignità e diritti ai lavoratori siau menta l´insicurezza, sul lavoro e nella vita.I teorici del liberismo, della fine del welfare, di quella che spudoratamente chiamano flessibilità ma che per noi è precarietà, hanno tutti i diritti nella nostra società. Ma uno almeno non ce l´hanno: quello di piangere i morti sul lavoro perché quei morti sono vittime della loro cultuia e della loro fame di danaro e di potere. I tre bambini di quel paesino del cuneese che si chiama Envie non sanno che farsene delle loro lacrime. E noi con loro. Probabilmente i cancelli della fabbrica torinese della Thyssenkrupp non riaprirà mai più. Speriamo che non riapra più, il prezzo da pagare per tenerla aperta è troppo alto.

giovedì 6 dicembre 2007

Un vero autogol...

La notizia pubblicata sull'osservatorio sulla repressione, rende assai bene l’idea del clima che si respira in tribunale a Genova. La teste, una signora abitante in via Battisti vicino alla scuola Diaz, è stata chiamata dai legali degli imputati: stando al rapporto stilato a suo tempo dalla polizia giudiziaria, la sera del 21 luglio 2001 vide qualcuno che scagliava sassi contro i poliziotti al momento dell’irruzione. La deposizione della donna spiazza invece gli avvocati: la signora dice di aver visto poliziotti che picchiavano una persona (è Mark Covell, il mediattivista pestato per strada e finito in prognosi riservata) e di non avere assolutamente assistito a lanci di pietre contro gli agenti. Si descrive le insistenze sia dei legali sia del presidente del tribunale e li confronta con il comportamento tenuto dagli stessi davanti alle reticenze e alle testimonianze poco credibili di alcuni agenti (l’ex questore di Genova è finito addirittura indagato per falsa testimonianza): la soggezione di fronte alle divise gli è parsa evidente. La signora ha comunque eroicamente insistito nella sua versione, parlando di fraintendimento nella trascrizione della sua deposizione del 2001, ma a questo punto varrebbe la pena di indagare su come e da chi quella testimonianza fu raccolta. In ogni caso quest'ultimo episodio fa intuire il clima del processo. Per i pm, i testimoni, le parti civili è impossibile sentirsi a proprio agio. Anzi, la situazione è opposta: si è messi quasi in imbarazzo, come se accusare la polizia di abusi e violazioni fosse sconveniente, inopportuno, sbagliato… E’ un processo sempre più difficile e penoso.

Inter - Lazio 3-0: Le pagelle

Julio Cesar 7 - come a Firenze: non è chiamato granché in causa ma all'occorrenza, in due occasioni nell'ultimo quarto d'ora, spazza ogni insidia con parate da campione vero: escluso Buffon, l'Acchiappasogni è il più forte al mondo; Maicon 7 - la solita prestazione confortante: è potente, Maciste, incisivo, elegante e... va anche in rete con un'incursione nel cuore dell'area laziale su calcio d'angolo (poi percorre 50 metri per festeggiare tra le braccia di Materazzi che lo aspetta in panchina); Burdisso 6.5 - quanti di voi (di noi) hanno salutato con qualche preoccupazione la scelta di Mancini di schierarlo come titolare dall'inizio? ha giocato in tranquillità, sbagliando poco o niente e proponendosi in avanti in occasione dei calci piazzati (ha propiziato il rigore); Samuel 7,5 - continua il suo straordinario campionato; solo il giallo rimediato stasera lo costringerà per diffida a fermarsi contro il Torino: rivedremo Matrix (s.v.) dall'inizio? Maxwell 7 - ha giocato una gran partita, sia in fase di contenimento che propositiva; il terzino brasiliano di scuola Ajax ha spesso ubriacato i difensori laziali sulla sua fascia di competenza, duettando alla perfezione con i compagni di squadra e strappando gli applausi dei tifosi. Zanetti 6.5 - un trattore: impossibile sradicargli il pallone dai piedi, il capitano macina kilometri come un motorino e copre ogni zolla del campo con generosità e metodo; Pele 7.5 - 19 anni, era un oggetto misterioso dell'ultimo mercato nerazzurro; sembrava gracile e insicuro ma.... stasera abbiamo apprezzato un calciatore di personalità, classe, intelligenza tattica; se si confermerà su questi livelli e crescerà sul piano muscolare il talento portoghese potrà prenotare un posto in prima fila per il dopo Vieira; Cambiasso 9 - non ci sono parole, davvero; Jimenez 7 - dopo la gara col Fenerbahce e quella (splendida) di Firenze, si conferma come il nerazzurro in forma migliore: sa di giocarsi delle carte importanti (anche in relazione agli infortuni di Figo e degli altri compagni di reparto) e sta giocandosele in modo eccellente; peccato per il goal sbagliato di un soffio dopo un dribbling mozzafiato nell'area laziale: sarebbe stata la terza segnatura in tre gare; Suazo 7 - non è più il calciatore impreciso e un po' spaesato visto nella primissima parte di campionato; è tornato a essere il centravanti insidioso, a tratti letale, che avevamo apprezzato altrove e che si sperava di aver acquistato alla nostra causa; Ibra 7.5 - la generosità con la quale negli ultimi minuti della gara (sul 3-0) torna in difesa per sradicare il pallone dai piedi di un laziale la dice lunga sulla maturazione calcistica dello svedese e sulla sua dedizione alla causa interista; si diceva - ricordate? - che nello spogliatoio nerazzurro sarebbe esploso... invece è fiorito in maniera splendida (anche sul piano umano): semmai è esploso il fegato di qualcun altro... Crespo 6: riassapora il campo; Solari 6 - quasi ammazza un fotografo con un'agghiacciante puntata da due metri a bordo campo; ha anche il tempo di divorarsi una rete a qualche centimetro dalla porta laziale; ma gioca troppo poco per mantenere la costanza e le misure di un calciatore vero: la classe è cristallina, il voto è di incoraggiamento; Mancini 9 - l'Inter sembra un'orchestra: lui l'ha assemblata e la dirige in maniera sontuosa; indovina tutte le scelte, tira fuori dal cilindro l'uomo giusto al momento giusto (ieri Jimenez, oggi Pelé); gestisce i casi spinosi (Adriano); risponde a Moggi e arnesi simili con un sorriso beffardo e parole sarcastiche; la Nord gli intona un coro (non si verifica spesso al Meazza...), lui esce dalla panca e salutando i tifosi raccoglie un lungo e convinto applauso. Al termine di Roma-Cagliari Spalletti è costretto ad ammettere: "L'Inter vince e gioca bene; lo scorso anno si affidava maggiormente alle individualità: adesso i calciatori si riconoscono a memoria". Amen. Dacourt 8 - non era in campo stasera e non ci tornerà per il resto della stagione: al mastino parigino, operato oggi, i migliori auguri di pronta guarigione.

mercoledì 5 dicembre 2007

Si sa....

Si sa che i leghisti usano espressioni "colorite", che ne sparano una dietro l'altra, che loro possono dire quello che vogliono, mentre per una scritta su un muro magari una persona "normale" viene regolarmente denunciata e condannata. Ma queste uscite mi sembrano un po' troppo colorite e colorate...di nero!

«Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino». Ha usato queste parole il consigliere comunale leghista di Treviso Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all’ordinanza anti-sbandati sottoscritta da Gobbo e chiedere metodi più duri contro gli stranieri che abitano in città....

lunedì 3 dicembre 2007

Ingoiamo rospi....

Il 20 ottobre una grande manifestazione chiedeva alla sinistra parlamentare di contare di più, di aprirsi alla pluralità, e al governo di ascoltare le ragioni di quella piazza.
Ora invece Prodi, dopo aver incamerato il voto di fiducia sul pacchetto Welfare, può cantar vittoria: ha preso ancora una volta, per usare le parole di Cossiga, per il culo la sinistra radicale, ha fatto sentire indispensabile uno squallido personaggio come Dini ha sostanzialmente stabilito che la politica economica in Italia la detta la Confindustria, ma soprattutto ha sconfitto le rivendicazioni del il 20 ottobre. Rimangono le sue ragioni e il suo spirito, ma come uno spettro che si aggira solitario. Quando si subisce una sconfitta è bene ammetterlo apertamente, capirne le cause e trarre delle conclusioni. La blindatura del paccheto welfare attraverso il voto di fiducia dice due cose: che non c'è stata alcuna possibilità di migliorare quel testo - né attraverso l'azione parlamentare, né attraverso la mobilitazione sociale -, che il peso della sinistra nel governo di cui fa parte è sostanzialmente irrilevante. Presenza generosa ma facilmente superabile. In un quadro politico che si prepara a cambiare rapidamente natura, con un governo tenuto in piedi solo dalla prospettiva di una riforma elettorale fatta apposta per ridurre ai minimi termini la rappresentanza di chi il liberismo lo subisce ed esaltare il peso di chi lo esercita. Evidentemente oggi gli spazi di condizionamento del pensiero dominante e delle sue conseguenti pratiche di potere sono ancor più stretti di quel piccolo pertugio che i meno pessimisti tra noi pensavano esistere. Forse non ci sono proprio. E, allora, visto che Prodi si «assume tutte le responsabilità» della fiducia su un pessimo testo, la sinistra dovrebbe assumersi quelle di una sconfitta, lanciare un segnale forte a chi l'ha votata e considerarsi libera dal vincolo di fedeltà verso un'alleanza che ha ripudiato se stessa, spiegare a che serve la tanto evocata «cosa nuova», perché sia un mezzo e non si riduca a un fine (su che cosa e per fare cosa si convoca in «stati generali») e chiarirsi le idee sul rapporto con il potere. Liberandosi dall'idea che tutto si giochi sullo stare (o meno) al governo, ritornando al semplice concetto che senza una politica fatta fuori da esso si è impotenti, perché è in quel fuori che si ricostruisce una cultura e, poi, una prospettiva alternativa. Senza la presa d'atto di ciò che è successo in questi mesi, senza questa coscienza sul proprio «essere», si possono alzare i toni e minacciare sfracelli. Ma poi si finisce col subire tutto, dalle leggi sulla precarietà alla guerra in Afghanistan, dai Dico dimenticati alla sicurezza emergenziale. Perdendo il senso di sé. E, nel loro piccolo, persino gli elettori.

domenica 2 dicembre 2007

Fiorentina-Inter 0- 2: le pagelle

Julio Cesar 7 - la prima vera occasione da rete viola arriva con Semioli al 90' e il portierone brasiliano si produce in una spettacolare parata di piede; per tutta la partita è scarsamente impegnato ma sempre puntuale e sicuro all'occorrenza: solo per questo merita un voto alto; Maicon 6.5 - non spinge come al suo solito e rimedia un'ammonizione per fallo su Semioli; ma conferma di essere un terzino potente, veloce e dai mezzi tecnici ragguardevoli; Cordoba 6.5 - sempre uguale a se stesso ma stavolta neanche un errore; Samuel 7,5 - sarà difficile togliergli il posto adesso; Chivu 6.5 - gioca in più ruoli, prende e dà calci: parte in difesa e finisce in mezzo al campo per la prematura sostituzione di Dacourt (s.v.) per infortunio; Cambiasso 7,5 - ovunque, quando si tratta di interdire e quando si tratta di costruire; Jimenez 7 - una piacevolissima conferma dopo l'incoraggiante prestazione e la rete in Champions contro il Fenerbahce: gioca dal primo minuto, in modo intelligente e efficace, e sblocca il risultato dopo 10' rivelandosi utlissimo in fase di contenimento e propositiva; Zanetti 6.5 - vedi Cordoba; Cruz 7 - è l'attaccante perfetto, inutile ripeterselo sempre: combatte in mezzo al campo, dialoga con i compagni di reparto, segna quando ha l'occasione propizia, accoglie con sportività la sostituzione nella seconda frazione; Ibrahimovic 7.5 - Frey gli nega la gioia del goal in almeno tre occasioni ma c'è il suo zampino nelle due segnature nerazzurre. Materazzi s.v. - gioca qualche minuto: sta ritrovando il ritmo partita; Maxwell 6.5. - entra al posto di Dacourt e trova subito il ritmo di gara: va vicino al goal con un violentissimo tiro; All. Mancini 7 - dopo l'anticipata qualificazione matematica in Champions si va a Firenze per vincere: l'Inter che, a detta di molti detrattori in malafede avrebbe vinto lo scorso anno un campionato viziato dall'assenza della Juventus e dalla penalizzazione del Milan, quest'anno viaggia con un +6 in media inglese rispetto alla passata stagione; ha 13 punti sul Milan e 5 sulla Juventus terza (con una partita in più) e vanta la miglior difesa (8 reti subite). Oggi il Mancio indovina la pedina Jimenez in campo dal primo minuto, inserisce Suazo 6 e Materazzi per Cruz e il cileno nel momento giusto; soprattutto evita di inserire Pelé e Burdisso al posto loro... Frey 7.5 - evita la goleada, Arbitro Farina 6- ammonizione eccessiva a Cambiasso che recriminava col guardalinee, risparmia invece Donadel che picchia come un fabbro: per il resto tutto nella norma.