giovedì 6 dicembre 2007

Un vero autogol...

La notizia pubblicata sull'osservatorio sulla repressione, rende assai bene l’idea del clima che si respira in tribunale a Genova. La teste, una signora abitante in via Battisti vicino alla scuola Diaz, è stata chiamata dai legali degli imputati: stando al rapporto stilato a suo tempo dalla polizia giudiziaria, la sera del 21 luglio 2001 vide qualcuno che scagliava sassi contro i poliziotti al momento dell’irruzione. La deposizione della donna spiazza invece gli avvocati: la signora dice di aver visto poliziotti che picchiavano una persona (è Mark Covell, il mediattivista pestato per strada e finito in prognosi riservata) e di non avere assolutamente assistito a lanci di pietre contro gli agenti. Si descrive le insistenze sia dei legali sia del presidente del tribunale e li confronta con il comportamento tenuto dagli stessi davanti alle reticenze e alle testimonianze poco credibili di alcuni agenti (l’ex questore di Genova è finito addirittura indagato per falsa testimonianza): la soggezione di fronte alle divise gli è parsa evidente. La signora ha comunque eroicamente insistito nella sua versione, parlando di fraintendimento nella trascrizione della sua deposizione del 2001, ma a questo punto varrebbe la pena di indagare su come e da chi quella testimonianza fu raccolta. In ogni caso quest'ultimo episodio fa intuire il clima del processo. Per i pm, i testimoni, le parti civili è impossibile sentirsi a proprio agio. Anzi, la situazione è opposta: si è messi quasi in imbarazzo, come se accusare la polizia di abusi e violazioni fosse sconveniente, inopportuno, sbagliato… E’ un processo sempre più difficile e penoso.

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