mercoledì 12 dicembre 2007

Milano, 12 dicembre 1969, ore 16,30

Esplode una bomba nel salone degli sportelli della Banca Nazionale dell'Agricoltura, al numero 4 di piazza Fontana. Ha inizio una nuova era tragica.
Chi è "Stato" a mettere la bomba non avrebbe potuto scegliere un momento migliore: la banca è infatti gremita per il "mercato del venerdì", che richiama gli agricoltori delle province di Milano e Pavia. L'ordigno è stato collocato in modo da provocare il massimo numero di vittime: sotto il tavolo al centro del salone riservato alla clientela, di fronte all'emiciclo degli sportelli. I locali devastati testimoniano la potenza dell'esplosivo impiegato
Uccisero e tornarono ad uccidere molte altre volte. A fare stragi nelle piazze, sui treni, alla stazione di Bologna. Il bersaglio erano persone qualsiasi in luoghi pubblici più affollati possibile. Furono stragi fasciste. Furono stragi di Stato. Furono stragi collettive per uccidere speranze collettive, per avviare il "riflusso nel privato" con il terrore pubblico e la conseguente richiesta di protezione da parte dello Stato (mantre furono proprio i Servizi dello Stato ad inquinare le prove, a deviaare le indagini). Oggi un nuovo "problema sicurezza": il terrorismo internazionale (senza mai mensionare le guerre che lo alimentano), l'immigrazione clandestina. Ma dietro ogni sovraesposizione di richesta di protezione c'è la perdita di libertà, di agibilità pubblica di tutti, e non si risolverà che con la rovina collettiva, senza controllare la regia, senza controllare il controllore.

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