venerdì 10 agosto 2007

Non ci avrete mai come volete voi!

Conosco troppo bene Francesco Caruso per non incazzarmi per l'ennesimo tranello in cui è caduto. Ma è anche vero che non riesco a trattenere la rabbia, verso quel coro unanime di farisei, che nel condannare le dichiarazioni di Caruso, non vogliano altro che le persone in carne ed ossa parlino e si interessino dei problemi quotidiani e che con le loro inquietudini disturbino il manovratore.
Sfido chiunque, ma credo che quello che voleva esprimere Francesco in merito alle morti bianche e lavoro precario è un sentimento di rabbia e frustrazione che non colpisce solo lui, ma milioni di italiani che vedono nella legge 30 e affini un provvedimento iniquo e, nei fatti, estremamente pericoloso ai fini della sicurezza sul lavoro e alla dignità umana. E chi non la pensa così può anche autocertificarsi di sinistra, ma lo fa a sproposito. Personalmente non mi sento scandalizzato, e lo dico con la massima serenità e laicità, dalle parole di Caruso; in Italia fino a prova contraria esiste l’omicidio colposo e volendo proseguire l’infelice metafora carusiana si potrebbe invitare qualcuno ad assumersi la responsabilità politica e prendere atto di essere co-responsabile di più di milleduecento morti dall'inizio dell'anno. La mia serenità e laicità mi spingono fino al punto di non poter sospendere il giudizio politico su Marco Biagi, barbaramente ucciso dalle brigate rosse, colpevolmente lasciato senza scorta dallo Stato, ma comunque elemento di snodo di una riforma del lavoro che precarizza, non garantisce e non previene le morti bianche.
Sto dicendo queste cose e spero nessuno mi accusi di essere contiguo a gruppi sovversivi tipo Brigate rosse o simili, così come spero per tutti quelli che stanno ora leggendo che tra di loro non ce ne sia nemmeno uno che pensi che Francesco frequenti certi ambienti.
Credo, invece, che il costituente Partito Democratico, facendo aleggiare ogni qual volta si appresta a fare delle schifezze, lo spettro del ritorno di Berlusconi, voglia normalizzare tutto il quadro politico Italiano. Insomma bisogna essere moderati, accettare la modernizzazione liberista per essere presi sul serio. Bisogna farla finita con scioperi, occupazioni e rivendicazioni, il governo sta lavorando per il bene di tutti. Peccato che questo "nuovo benessere" lo possano vedere solo i Montezemolo, il Vaticano, gli apparati militari ed anche settori della destra che hanno ottenuto notevoli benefici dalle politiche economiche e sociali del governo Prodi. Trent'anni fà Luigi Pintor su "il manifesto" scriveva che "non voleva morire democristiano". Io non voglio morire con l'accusa di essere un complice del degrado morale, civile e sociale che vive il nostro paese. Scusatemi, ma non voglio unirmi al coro ipocrita di una classe politica autoreferenziale..... preferisco morire come una pecora nera.....

Italo

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh, tanto per non equivocare noi siamo per Caruso, come siamo per chi nasce tra la gente e lotta con la gente. Eh si, proprio con la gente che ha problemi, che non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese, con quella che non ce la fa addirittura a partire all’inizio del mese. Siamo con Francesco Caruso che difende, in prima persona, pagando di proprio, ampi pezzi di territorio attaccati da uno strapotere spesso trasversale. Che deve difendersi da zelanti uomini del potere che qualche volta hanno bisogno, oh si, di costruire le prove di qualche reato, pur di arginare il vento della tutela e del progresso. Con Caruso, come con tutti quelli che somigliano a Caruso, no, non tanto nella fisicità, ma nell’idea forte di una giustizia sociale, nel segno di un rispetto del mondo e di chi ci abita. Gente del Movimento, gente che non sa che farsene del proprio prestigio individuale, ma che prende le “mazzate” sulla propria testa per difendere gli interessi collettivi, quelli che parlano del buon vivere e della tutela e salvaguardia della vita di tutti e soprattutto dei figli di tutti. Ci dispiace per Prodi, Mastella, Di Pietro, ma anche Giordano e Migliore e per tutti quelli che oggi, dai fogli del doppio e triplo giochiamo, delle marce d’avvicinamento al nuovo potere e dall’allontanamento sistematico di quello vecchio, predicano di rinnovamento e di ritorno a grandi fasi d’ideale e di giustizia e che muovono criticamente a sottolineare certe "strane dichiarazioni" in quel crocicchio di cose concrete e di immani discussioni che è la vita reale di tante/i uomini e donne. Ci dispiace per loro, perché non hanno capito e continuano a non capire. Loro, proprio loro che riciclano e riordinano, che accettano sublimi trasversalismi e ottime conversioni sulla strada di Roma, loro che fisichellano, scraxiano, destreggiano di destra e di sinistra, che aprono porte e spioncini, loro che macinano sentenze e verità dai palchi sempre più (troppo) lontani dalla gente, loro, sacerdoti attenti dei salotti buoni, eroi del teleschermo, strabilianti polemisti del perbenismo. Loro, loro che pure hanno attentato al lavoro della gente, che hanno silenziato il conflitto d’interessi, che hanno accettato più di una volta il paso doble d’un destino di doppiezza e di incoerenza, loro, loro arrivano e danno lezioni e pretendono d’essere ascoltati senza essere derisi. Loro che continuano ad essere troppo distanti dalla gente, da quella vera, loro si permettono di criticare chi come Caruso decide di provare ad essere un rappresentante in Parlamento di chi non ha voce e forse non ne ha mai avuta. A differenza di loro, noi ci sentiamo di ringraziare Francesco Caruso, per non aver accettato, la real politik ed essere ancora un nostro compèagno di strada. Grazie, Francesco, grazie davvero …