
Piergiorgio Acquistapace ci ha lasciati. Centinaia di ricordi mi passano tra la mente in queste ore. Ricordo quando l’ho conosciuto, a Termoli durante le manifestazioni contro la costruzione della centrale nucleare. Era il 1978 e quest’ uomo magro e con la barba, dai modi signorili e dall’eloquio immaginifico e intensamente poetico entrò a far parte della mia vita. Mi colpi per i suoi gesti netti e inusuali, il suo essere dalla parte degli ultimi, la sua ricerca spasmodica e concreta delle ragioni e dei volti. Abbiamo camminato, tanto, insieme in questi anni. L’obiezione di coscienza, l’obiezione fiscale, democrazia proletaria, le tante marce per la pace, l’inquietudine per una sinistra che non fa la sinistra, contro il finto realismo di chi sostituiva le armi della politica e della diplomazia con le armi propriamente dette, e contro il corollario venefico delle retoriche patriottarde e occidentaliste. Irrise all’estetica e alla potenza tecnologica delle “bombe intelligenti”.
Poi giunse la malattia, che non fermarono il dinamismo e l’impegno. Insieme siamo andati a Vicenza per manifestare contro l’ampliamento della base militare. Domenica scorsa sono andato a trovarlo in ospedale. Vedevo che soffriva, ma lui sempre con pacatezza mi parlava degli ultimi avvenimenti, e mi chiedeva che cosa stava succedendo. La Tav, la Termoli - San Vittore, la manifestazione del 20 ottobre. Oggi la telefonata che mai avrei voluto ricevere. Piergiorgio è morto. Oggi perdo il dono del suo sorriso. Non perdo però la struggente punteggiatura dei suoi dialogi. Ovunque c’è un punto interrogativo aperto alla speranza, io lì sarò: caro Piergiorgio, lì ti aspetterò.
Poi giunse la malattia, che non fermarono il dinamismo e l’impegno. Insieme siamo andati a Vicenza per manifestare contro l’ampliamento della base militare. Domenica scorsa sono andato a trovarlo in ospedale. Vedevo che soffriva, ma lui sempre con pacatezza mi parlava degli ultimi avvenimenti, e mi chiedeva che cosa stava succedendo. La Tav, la Termoli - San Vittore, la manifestazione del 20 ottobre. Oggi la telefonata che mai avrei voluto ricevere. Piergiorgio è morto. Oggi perdo il dono del suo sorriso. Non perdo però la struggente punteggiatura dei suoi dialogi. Ovunque c’è un punto interrogativo aperto alla speranza, io lì sarò: caro Piergiorgio, lì ti aspetterò.

2 commenti:
...è stato il mio professore di matematica per più o meno 3 mesi...ma io l'ho semrpe stimato molto perchè è stato una persona straordinaria...grazie professò...
Apprendo Italo dal tuo blog la scomparsa di Piergiorgio. Il ricordo più bizzarro e rivelatore fu una campagna elettorale per il comune di molti anni fa quando proponeva mele biologiche su un tavolo in piazza municipio. eravamo ancora lontani dal movimento del 2001, quasi nessuni di noi aveva idea di cosa fosse un ogm e slowfood ancora non esisteva.
ciao poergiorgio
alessandro di rienzo
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