giovedì 19 luglio 2007

Una sentenza già scritta

La sentenza di San Giuliano di Puglia ha sconvolto un intera nazione. Un intera generazione è morta sotto le macerie della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia. Per il giudice monocratico Laura D’Arcangelo del Tribunale di Larino è stata solo una tragica fatalità.
Non si tratta, naturalmente, di uno dei tanti casi di ingiustizia che quotidianamente cittadini inermi debbono subire.
C'è, anzi, dietro questa tragica vicenda una sorta di naturale sentenza già scritta. Viviamo in un sistema il quale, semplicemente, ignora alla radice tutti i valori (sicurezza ambientale, cura del territorio, protezione civile, manutenzione sociale) che non producono profitto. Un'indifferenza "originaria", che l'attuale dominio ideologico neoliberista non fa altro che dilatare a dismisura. Ma che consegna alla sfera dell'interesse pubblico, alla politica, compiti e responsabilità insostituibili. Chi dovrebbe salvaguardare i cittadini dal rischio sismico, dalle alluvioni, inondazioni, straripamenti dei fiumi, se non l'autorità pubblica, Stato, comuni, province? Chi dovrebbe imporre, se no, i controlli necessari, il rispetto degli standard, la salvaguardia delle norme di sicurezza? E preoccuparsi della terra che frana, degli acquedotti sbrindellati, del sistema fognario fuori controllo?
Qui, certo, si inserisce l'anomalia italiana, quella che, anzitutto, affonda nel passato le sue radici. Questo è un Paese nel quale i governi (fino a quello di centrosinistra compreso) hanno storicamente privilegiato gli interessi privati rispetto a quelli generali. Dove le uniche vere infrastrutture progettate, finanziate e costruite sono state le autostrade. Dove c'è sempre stato il culto delle grandi opere - purché faraoniche, inutili o socialmente dannose - e il disprezzo di quelle socialmente utili. Dove i geologi sono disoccupati, i pompieri malpagati, i sismologi sottoutilizzati. Dove la normativa edilizia o giace disattesa o è truffaldinamente aggirata, e la corruzione dei controllori è pratica costante, oltre che a tutti (?) nota. Uno stato che non ha mai processato se stesso, che ha di fatto legalizzato come immunità permanente le ragioni del profitto.
"Vizi", privilegi, illegalità, speculazioni d'ogni sorta tendono a diventare la nuova "base etica" della comunità nazionale. E che cosa volete che siano la morte di 27 bambini e un insegnante dentro una scuola? Una pura fatalità.
Italo

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