lunedì 16 luglio 2007

Sicurezza, repressione e forze dell'ordine

La società di oggi spinge noi cittadini a percepire un'insicurezza e una precarietà di fondo così forti da farci reclamare a gran voce protezione che viene intesa in principalmodo come ORDINE PUBBLICO. Il cittadino all'interno della società si sente, in primo luogo "potenziale vittima" del crimine e pur di essere protetto e vivere tranquillo è disposto a rinunciare ai propri diritti. Ma il cittadino è al sicuro anche dall'arroganza e dagli abusi delle forze dell'ordine? (un esempio: il G8 di Genova del 2001). Marco Bascetta scrive su il manifesto: "c'è una nobile gara tra destra e sinistra nell'esprimere appoggio incondizionato ai tutori dell'ordine pubblico, considerando ogni minimo dubbio sul loro operato un oltraggio, una bestemmia, un tradimento". Sta passando la tesi secondo cui del crimine non è responsabile la società, ma il singolo (come se non contassero il contesto in cui viene commesso un crimine, le condizioni in cui chi commette un crimine è costretto a vivere e le inutili o insufficienti politiche sociali che certo non ci migliorano la vita e che spesso possono anche portare ad un incremento dell'illegalità: emergenza case-immigrazione-nuove povertà). La malvagità del singolo toglie ogni responsabilità alla società che si difende dal crimine aumentando la REPRESSIONE SOCIALE. Ora, infatti, si ricorre alle forze dell'ordine per risolvere qualsiasi problema sociale (come per esempio la droga nelle scuole). L'agente di polizia che esercita la repressione viene circondato da un'aura di infallibilità, eroismo di martirio. Ma NON SIAMO TUTTI UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE? Perchè gli abusi compiuti dalle forze dell'ordine non vengono puniti? (es. processo Diaz). Perchè la politica, sia di sinistra che di destra, si affanna tanto a difendere a spada tratta il loro operato? Se il problema degli abusi riguarda alcune mele marce (e non l'intero sistema), perchè non si fa in modo che queste mele marce vengano punite, invece che premiate e promosse? (vedi Canterini).
Siamo veramente convinti che per essere più sicuri dobbiamo essere meno liberi? Io credo che la tolleranza zero e la repressione non siano delle strade percorribili. Quello che veramente serve nella società di oggi è una politica più vicina ai bisogni dei cittadini, una politica che non sia solo casta intoccabile, ma che lavori concretamente per un futuro migliore.

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