Questo fine settimana è iniziato con una triste notizia. Un infarto ci ha privati di Michele Fraraccio, per me più di un compagno. Nei miei primi anni di permanenza a Campobasso ho vissuto a casa sua. Per Michele il partito era la sua famiglia e ci ha lasciati proprio il giorno del congresso del circolo di Campobasso.I congressi in Molise si sono conclusi. Nessun documento congressuale ha raggiunto il 51%. Nei congressi dove ho partecipato (10 su 15) ho cercato in tutte le maniere di battermi perché qualunque mozione si condividesse, ci si ascoltasse e ci si confrontasse con il dubbio che avesse ragione l’altro e la curiosità di scoprire le ragioni altrui. Perché i congressi, nonostante il gran caldo, potessero diventare un grande processo di discussione coinvolgente quanti più compagni possibile perché questa nostra crisi, perfino questo congresso a documenti contrapposti, si potesse trasformare in un arricchimento per tutti. Speravo che la semplice e misera disputa dei voti passasse in secondo piano. Purtroppo mi sono sbagliato. Conta il voto!. Intando su Liberazione, ogni giorno, vengono pubblicati interventi con accuse reciproche di brogli e tesseramenti gonfiati. Credo che su questo degrado etico e politico sia giusto ragionare seriamente da parte di tutti. Personalmente penso che se un circolo triplica gli iscritti a fronte del tesseramento 2007 secondo me due sono le ipotesi: o che il circolo lavora bene sul territorio ed il tesseramento è il frutto del paziente lavoro delle compagne e compagni e allora questa esperienza va presa ad esempio, oppure anche Rifondazione si è fatta travolgere dalla logica dei "pacchetti tessera" e delle truppe cammellate. Se è vero la seconda ipotesi, ed in molti casi è vero altrimenti non riesco a spiegarmi come in alcune zone ci siano più iscritti che voti, penso che questo modo di fare uccida definitivamente Rifondazione per trasformarla in un partito come gli altri, dove l'unico interesse sia la presa del "potere" e per raggiungerlo tutto è possibile e lecito. Quindi si possono iscrivere persone che sono già iscritte ad un altro partito, si può cambiare facilmente posizione con la massima disinvoltura da un congresso ad un altro.
Qualcuno obietterà dicendo che la crescita di iscritti e partecipazione al voto è sintomo di democrazia e voglia di partecipazione. In realtà, penso, che la questione vera è che stiamo scambiano il voto per la partecipazione. In realtà il "cittadino votante" è l’altra faccia del "cittadino consumatore" di PDina memoria e ciò non c’entra nulla con la partecipazione, ma molto con un’idea di partito già ora troppo simile, appunto, al PD.
Mi dispiace constatare queste cose, ma se penso che la mia prima condanna l'ho subita nel 1984 a 1 e sei mesi di reclusione con i benefici, per aver scritto (nel dicembre 1982) su un volantino che i "papponi delle tessere" dei "signorotti democristiani" in Molise erano come i sicari della Mafia in Sicilia, non posso che incazzarmi e deprimermi per tutto il degrado che ci stà soffocando.
Come ho detto nei congressi, penso che la pesantezza della sconfitta ci obbliga a ricostruire sui territori un intervento della sinistra che ne riqualifichi l’utilità sociale a livello di massa. In una società che si sente in pericolo, che guarda al futuro con crescente incertezza, che tende a difendersi attraverso la guerra tra poveri, occorre ricostruire un lavoro capillare di vertenzialità diffusa affiancata alla ricostruzione di legami sociali. Occorre ricostruire le basi materiali della sinistra perché o l’insicurezza sociale trova i percorsi per esprimersi in un conflitto del basso verso l’alto, contro lo sfruttamento e le disuguaglianze, oppure l’ideologia di destra della guerra tra i poveri diventa la forma stessa delle relazioni sociali. Occorre ricostruire una connessione sentimentale con la nostra gente; recuperare il senso profondo di una politica di sinistra costruendo vertenzialità, mutualismo, legami comunitari democratici e solidali. Se non riparte dal basso la sinistra, dopo essere stata espulsa dal parlamento, lo sarà dalla società. Ed è evidente che il problema non si risolve nell’incalzare da sinistra il Pd ma nel costruire nella società le ragioni e i percorsi di un’alternativa. A tal fine, a me pare che Rifondazione comunista sia utile sia come soggetto politico organizzato che come progetto politico. Il Prc è il principale soggetto organizzato della sinistra e prima di tutto deve essere riorganizzato, non terremotato. E’ già stato in grado, negli scorsi anni, di costruire uno spazio politico di autonomia dalla sinistra moderata; questo deve essere ricostruito con tenacia, pena la condanna della sinistra ad essere una corrente esterna del Pd. Per questo considero sbagliata la proposta di una costituente di cui è totalmente indeterminato il grado di autonomia reale dal Pd e che Fava propone esplicitamente come funzionale a ricostruire il centrosinsitra. Inoltre, senza la definizione di un universo simbolico forte, che evidenzi anche a quel livello la propria autonomia strategica, non vi è alcuna possibilità di ricostruire una sinistra anticapitalista. Il nodo del comunismo non può quindi essere derubricato a propensione culturale perché nella concreta realtà italiana è fattore necessario, anche se non sufficiente, nella costituzione dell’autonomia del progetto politico...... il viaggio continua ... con Michele nel cuore






